Immigrazione, Mattarella: ‘Mediterraneo non può diventare cimitero di migranti’ (VIDEO)

“Non possiamo rassegnarci a un Mediterraneo trasformato in un cimitero dei profughi e delle loro speranze. Il Mediterraneo deve essere un luogo di vita, un ponte di pace”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita in Tunisia. Durante il suo intervento al Parlamento tunisino, il capo dello stato ha assicurato: "Nella cornice dei valori che ci uniscono, l’Italia restera’ al fianco della Tunisia nel coraggioso percorso di crescita civile e istituzionale che ha intrapreso e nella promozione della sicurezza e del benessere dei suoi cittadini: la pace e la stabilita’ sono beni indivisibili che devono accomunare le due sponde del Mediterraneo". "Si tratta di sfide importanti, per vincere le quali il ruolo di questa autorevole Assemblea e’ assolutamente centrale. A tutti voi rivolgo, pertanto, un caloroso augurio di buon lavoro, unitamente ad un fiducioso auspicio per il pieno successo del delicato mandato che vi e’ stato assegnato".

Mattarella, parlando ancora di immigrazione, ha spiegato: "La situazione libica e’ particolarmente preoccupante. Il quadro di sicurezza si sta sempre piu’ deteriorando. L’Italia, come la Tunisia, e’, tuttavia, convinta che non vi possa essere una soluzione militare alla crisi e che sia invece urgente raggiungere in tempi brevi, e grazie all’azione di mediazione del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Bernardino Leon, un compromesso politico che consenta la nascita di un governo di unita’ nazionale".

"La crescente instabilita’ della Libia, oltre a provocare gravi sofferenze a quel popolo e a favorire il terrorismo, ha conseguenze drammatiche anche sull’aumento dei flussi migratori nel Mediterraneo, spesso a rischio della vita – ha proseguito -. Si tratta di un fenomeno che la stessa Tunisia ha sperimentato nel 2011, quando molti giovani tentarono di approdare in Italia per poi purtroppo scomparire o risultare irreperibili. L’incertezza sul loro destino e’ una ferita ancora aperta, per noi e per le loro famiglie, e posso garantirvi che il nostro Paese non si stanchera’ di fare tutto il possibile per provare a sanarla”.

“Da tempo Italia e Tunisia stanno affrontando la questione migratoria in modo coordinato e in uno spirito di esemplare cooperazione, che rappresenta un modello positivo rispetto ai viaggi della disperazione nelle mani di trafficanti privi di scrupoli. Ma i flussi che partono dalla Libia configurano un dramma umanitario senza precedenti di cui l’Europa deve farsi carico collettivamente, con senso di responsabilita’, spirito di solidarieta’ e disponibilita’ all’accoglienza".

"Noi europei dobbiamo renderci conto che, nella disperazione di migliaia di persone, che fuggono guerre, persecuzioni o poverta’, e nell’imperativo morale di salvare prima di tutto le loro vite umane, sono in gioco i valori stessi, di pace e di liberta’, su cui si fonda l’Unione Europea – ha sottolineato il capo dello Stato -. Nelle ultime settimane, grazie anche, e soprattutto, all’iniziativa politica dell’Italia, e’ comunque cresciuta anche a Bruxelles la consapevolezza di quale sia la reale posta in gioco del dramma che stiamo vivendo e l’Unione Europea si sta preparando ad un cambio di passo nel modo di gestirlo. E’ indispensabile sviluppare rapidamente una maggiore cooperazione con i Paesi di origine e di transito dei flussi, ed e’ necessaria un’azione di forte contrasto alle reti criminali di trafficanti e scafisti che sfruttano i migranti".