Immigrazione, Alfano: non permetteremo a clandestini di mettere a rischio sicurezza

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Angelino Alfano, ministro dell’Interno e vicepremier, e’ arrivato questa mattina a Siracusa dove, nei locali della presidenza della Provincia, ha incontrato i nove prefetti della Sicilia per parlare del fenomeno immigrati. Nelle ultime settimane a Siracusa sono arrivati migliaia di profughi, soprattutto siriani, che hanno mandato in tilt il sistema dell’accoglienza. Il ministro insieme con i nove prefetti dell’isola ha fatto il punto sull’emergenza sbarchi. Negli ultimi mesi la rotta dell’immigrazione si e’ spostata da Lampedusa verso la Sicilia Orientale, soprattutto nella provincia di Siracusa.

Dopo l’incontro, Alfano ha tenuto una conferenza stampa. "I profughi siriani – ha detto – per sbarcare in Italia pagano somme che variano dai 12 ai 20mila euro. Sono altamente scolarizzati e molti di loro hanno conti correnti cospicui". "Molti di loro – ha aggiunto il ministro – arrivano in Sicilia per poi proseguire il loro viaggi in altri paesi europei". Noi, come governo italiano, “non permetteremo che gli sbarchi mettano a rischio la sicurezza del nostro Paese. Faremo una serie di iniziative che tenderanno a rafforzare il sistema della sicurezza ma anche dell’accoglienza". Per esempio? "Accelereremo l’esame per i rifugiati, aumentando il numero di commissioni".

"Ho voluto riunire proprio qui a Siracusa i Prefetti siciliani perche’ ribadisco che la Sicilia sta pagando, come ogni anno, un conto altissimo all’immigrazione. Siracusa e’ il terminale di vicende che si verificano al di la’ della nostra sponda del Mediterraneo e che vedono come protagonista la Siria. Noi pensiamo che Siracusa meriti un’enorme gratitudine dal nostro Paese per l’umanita’ che ha riservato al sistema Italia. Veramente un dato straordinario di umanita’ e di capacita’ di accoglienza che ha visto nei cittadini di Siracusa rappresentare il cuore dell’Italia, il cuore buono del nostro Paese. Ritengo che il Governo debba porre un occhio di attenzione speciale a questa Isola. Oggi la Sicilia ha un’emergenza nella emergenza che e’ qui, a Siracusa”.

Alfano ha anche precisato che gli extracomuntari che sbarcano in Italia “non si possono rifiutare di farsi fotosegnalare, questa e’ una tecnica che il nostro Paese non puo’ accettare perche’ se non si fanno fotosegnalare vuol dire che hanno l’obiettivo di andare via dai centri dove vengono accolti e poi di varcare le frontiere. Arrivati alle frontiere i poliziotti li rimanderebbero in Italia". “Questo non puo’ essere un meccanismo con cui sono gli extracomunitari a porre delle condizioni al nostro Paese sovrano".

Nonostante le difficoltà di fronte agli sbarchi di clandestini in Italia, “il Governo ha retto benissimo e la questione immigrazione non e’ diventato un dramma internazionale per la nostra capacita’ ed efficienza di gestire i flussi”. In ogni caso, “l’Europa non puo’ lasciare sola l’Italia in questa circostanza".

Angelino Alfano ha parlato anche di politica: "La fiducia del presidente Napolitano e’ ben riposta nel presidente Berlusconi che e’ il leader politico che da due anni sostiene governi che non sono guidati ne’ da lui ne’ da esponenti del Popolo della Libertà. Prima il governo Monti e adesso il governo Letta. Quest’ultimo governo, in particolare, e’ stato fortemente voluto dal presidente Berlusconi e dal Popolo della Libertà, mentre il leader del Partito Democratico indugiava in improbabili accordi con i grillini e faceva di tutto per far perdere tempo al Paese". Dunque, a proposito dell’ipotesi di decadenza da senatore del Cavaliere, “il sostegno che il presidente Berlusconi ha dato a questo Governo e a quello precedente rende davvero grave il tentativo che si opera a sinistra di liquidare, senza neanche approfondire giuridicamente, le carte e senza tenere conto del parere di insigni giuristi, la storia di un’area politica guidata da un leader che negli ultimi vent’anni è stato il leader più votato". Per Alfano, “è ovvio che ogni governo futuro che non prevedesse il Popolo della liberta’ sarebbe inevitabilmente un governo di estrema sinistra”. Comunque, “mi sento di escludere che il presidente Enrico Letta stia lavorando a piani e soluzioni alternative a questa maggioranza e lo ha ribadito più volte".

A proposito della recente sentenza su Marcello Dell’Utri, Alfano ha detto: “Quando sono stato ministro della Giustizia del governo Berlusconi, il Presidente Berlusconi mi diede la possibilita’ di fare approvare il sistema di contrasto a Cosa nostra piu’ efficace e piu’ forte che la nostra storia ha mai conosciuto, con meccanismi di aggressione patrimoniale ai beni, il tutto connotato da una ricerca e cattura di latitanti senza precedenti. E’ questa la mia testimonianza sul Governo Berlusconi".

Tornando al tema dell’immigrazione, Alfano ha assicurato: “La questione dello ius soli non e’ nell’agenda del Governo, il Governo non ne ha discusso neppure in termini di ipotesi di lavoro. Anche perche’ lo ius soli fa gia’ parte dell’ordinamento giuridico italiano: ancora oggi e’ possibile che un cittadino dopo anni di presenza in Italia chieda la cittadinanza. Il problema non e’ l’introduzione in Italia del principio giuridico dello ius soli ma della modifica della normativa esistente".