Immigrati, Zaia: in Veneto abbiamo già dato, governo inadeguato

"Noi il nostro l’abbiamo fatto. Perché devo pagare io l’incapacità del governo, sapendo poi che due su tre di questi immigrati sono certamente clandestini? L’11 per cento della popolazione veneta è oggi composta da immigrati, così come all’incirca in Emilia e nel Lazio. In Lombardia la percentuale sale al 21 per cento. Nelle restanti regioni italiane il rapporto si ferma invece, all’incirca, intorno al 3 per cento. Mi pare evidente che noi abbiamo già dato. Ora basta". Lo afferma Luca Zaia, neo rieletto presidente leghista del Veneto in una intervista al Foglio.

"Sarò severissimo nei controlli – promette Zaia -. In regione abbiamo delle leve sanitarie, e le userò tutte. Mi sono scocciato. Dico di no, e lo dirò anche in Parlamento la settimana prossima. Basta. E guardi che quello che dico io lo pensano anche i sindaci di sinistra della mia regione".

"Noi subiamo delle specie di blitz del ministero dell’Interno che ci scarica questa gente, senza dirci nulla, persino io vengo a saperlo dai giornali. Portano gli immigrati a Eraclea, a Bibbiona, sul nostro litorale, nelle nostre località balneari, che vivono di turismo. Ma vi pare logico, naturale, giusto? Se ci sono sindaci favorevoli ad accogliere altri immigrati che lo dicano, che dicano che sono disposti a farsi carico del problema. Ma non ce ne saranno. Siamo saturi". Secondo Zaia "è semplicemente assurdo il principio per cui si debba portare uno straniero in Italia e verificare, nel corso di un anno, se per caso costui ha il diritto a restare in qualità di rifugiato".

Quindi replica a chi lo accusa di montare la vicenda a fini elettorali: "Io queste cose le dicevo già nel 2011. Ero già presidente del Veneto e dissi chiaro che non avevo nessuna intenzione di gestire i flussi. E governava Berlusconi, non Renzi".

"Mercoledì prossimo vengo a Roma per un’audizione in Parlamento e lo dirò chiaro: la tragedia dell’immigrazione rivela la superficialità e l’inadeguatezza del governo". "Trovo scandaloso che il governo affronti questo tema così delicato dicendo che il flusso degli immigrati nel nostro paese è un fatto ‘straordinario’. E’ scandaloso che lo dicano perché non c’è niente di straordinario, era tutto prevedibile, effetto della assoluta noncuranza. Nel 2011 sbarcarono 62.925 immigrati. Poi si fecero i centri di accoglienza in Libia e i respingimenti. Così nel 2013 il flusso si era ridotto a 13 mila unità. Poi la politica ha cominciato a disinteressarsi, e nel 2013 sono diventati 42 mila, nel 2014 quadruplicati a 170 mila, e nei primi sei mesi di quest’anno siamo già a 56 mila, cioè il 10 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di fronte a questi dati non puoi dire, come fa Renzi, che si tratta di un’emergenza. Devi soltanto ammettere di non aver fatto nulla".