Immigrati, Mogherini: l’Europa ci aiuti, non è solo questione italiana

Un fenomeno che va monitorato e gestito a livello europeo e che certo non può ricadere esclusivamente sul nostro Paese. Insiste su questo punto il ministro degli Esteri Federica Mogherini, nel corso di un’audizione al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, incentrata principalmente sull’immigrazione clandestina e sul semestre di presidenza italiana a Bruxelles.

La titolare della Farnesina parla della nuova procedura di raccolta di impronte digitali per i visti (2.125.490 quelli emessi dall’Italia, seconda solo alla Francia, nel 2013), che sarà resa pienamente operativa entro il 2015, ma soprattutto di quello che avviene ogni giorno nel Mediterraneo, dove si susseguono sbarchi, salvataggi e annegamenti. La priorità resta salvare le vite umane, sottolinea Mogherini, aggiungendo però che "il Mediterraneo è mare europeo, non è mare del Sud dell’Europa": l’immigrazione è "un tema pienamente europeo, non è questione italiana o del sud dell’Europa, il tema non è ‘nostro’, deve essere l’Unione europea a occuparsene".

In particolare, l’operazione Mare Nostrum, avviata lo scorso 18 ottobre dal precedente governo, ha portato finora al salvataggio di oltre 12 mila migranti nelle acque del Mediterraneo, ma "i nostri sforzi da soli non sono sufficienti a una tutela efficace del fenomeno migratorio". "L’azione di sensibilizzazione, di condivisione della preoccupazione in sede Ue, rispetto alla dimensione umanitaria, è in corso ma molti passi ancora devono essere fatti", sottolinea il ministro.

In ogni caso, "una efficace gestione del fenomeno migratorio non può prescindere da un costante dialogo con i paesi di provenienza e di transito". A partire dalla Libia, ovviamente, da dove proviene il 70% degli ingressi clandestini in Europa. L’attuale governo di Tripoli, sottolinea, "non ha, ad oggi, il pieno controllo del territorio, né può garantire il rispetto dei diritti umani dei migranti: ciò rende impraticabile ogni ipotesi di collaborazione finalizzata al rimpatrio dei migranti verso tale Paese". Ma occorre guardare anche più a sud, alla punta dell’iceberg del fenomeno: il tema è l’Africa, ricorda la titolare della Farnesina citando un recente intervento di Romano Prodi.

 "Tra la fotografia della povertà di oggi e la speranza del rinascimento di domani", dice a proposito del continente nero, "c’è in mezzo la nostra politica estera: le misure contro la povertà sono anche misure che prevengono i conflitti e che prevengono i viaggi della disperazione". "Nella mia relazione non ho usato il termine esodo biblico né il termine emergenza: non siamo davanti a questo – ha evidenziato – Siamo davanti a un fenomeno che conosciamo, che ha delle radici e delle dinamiche che più impariamo a comprendere, più riusciamo a gestire". Secondo Mogherini, le due "micce da disinnescare" sono da una parte i conflitti e dall’alta la povertà. "Dobbiamo lavorare su queste due radici del fenomeno. Il vero tema – ha proseguito il ministro – è il fatto che il prodotto interno lordo globale di oggi è uguale a quello del 1980", nonostante ci siano "una nuova speranza, una nuova classe dirigente, un germoglio di rinascimento potenziale".