Immigrati, Bagnasco: che fa l’Onu per questa tragedia umana?

Roma, 16 ago. (TMNews) - Dal primo agosto 2012 al 10 agosto 2013 in Italia sono sbarcati 24.277 migranti, di cui oltre un terzo (8.932) dallo scorso primo luglio. Sono i dati diffusi ieri dal Ministero dell'Interno durante il tradizionale briefing di Ferragosto con il ministro Angelino Alfano nel quale sono stati forniti i dati sull'attività dell'ultimo anno del Viminale. Il Comando generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera ha fatto sapere che per oggi al momento non ci sono segnalazioni di navi con migranti avvistate in mare, mentre ieri sono stati 599 gli immigrati arrivati con diversi sbarchi sulle coste italiane. In particolare un veliero di 20 metri con 160 migranti a bordo, tra cui 36 donne e 29 bambini, è stato individuato 65 miglia ad est di Capo Spartivento e condotto al porto di Reggio Calabria dalle unità aeronavali della Guardia di Finanza. I migranti hanno riferito di essere partiti dalle coste turche 4 giorni fa. A Lampedusa è arrivato prima della mezzanotte un gommone con 106 migranti, di nazionalità subsahariana, soccorso da un pattugliatore d'altura della Guardia Costiera nel Canale di Sicilia, a circa 90 miglia a Sud dell'isola. I migranti sono stati presi a bordo da un mercantile di bandiera turca che navigava in zona Sempre in Sicilia, in località Morghella del comune di Pachino (Siracusa), la Guardia Costiera ha salvato altri 159 migranti (di cui 64 uomini, 28 donne alcune in stato interessante e 67 minori la maggior parte dei quali al di sotto dei tre anni di età). La segnalazione era stata effettuata tramite il numero per le emergenze in mare 1530 da un bagnante, che ha avvisato la Guardia Costiera circa la presenza di un barcone a pochi metri dalla riva. Quando il barcone si è arenato, alcuni migranti hanno provato a raggiungere la riva a nuoto: la maggior parte è stata aiutata dagli uomini della Guardia Costiera e dai bagnanti presenti sul posto, che hanno formato una catena umana. Altri due sbarchi si sono infine verificati a Trapani (98 migranti) e Pozzallo (76).

"Mi chiedo se questi organismi internazionali, come l’Onu, in modo particolare, che raccoglie il potere politico, ma sicuramente anche il potere finanziario, hanno mai affrontato in modo serio e deciso questa tragedia umana": lo afferma il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che stamattina si è recato presso il Seminario arcivescovile di Genova, in visita ai 50 profughi che da alcuni giorni vi sono ospitati, "in seguito – specifica una nota dell’Arcidiocesi di Genova – ad una accorata richiesta del Prefetto".

Il numero uno dei vescovi italiani sottolinea al termine dell’incontro: "Quando vediamo centinaia, migliaia di persone, uomini, donne, bambini che affrontano i viaggi della morte per arrivare in Paesi lontani dal proprio, per i motivi che ben sappiamo, non possiamo non concludere che questo problema è un’emergenza veramente umanitaria, una tragedia dell’uomo. Questo fatto non fa onore alla nostra civiltà, in modo particolare a quella occidentale. È l’occidente in modo speciale che attraverso i suoi organismi di carattere non soltanto europeo, ma a livello internazionale e mondiale, deve affrontare seriamente e trovare vie di soluzione efficaci a questa tragedia immane, a queste persone che fuggono dai loro Paesi per guerra, violenza, carestia e cercano un futuro migliore".

"È una vergogna, certamente, per tutta la coscienza del mondo – sottolinea Bagnasco – ma può essere e deve essere anche una sfida da affrontare con serietà".

"La visita è stata particolarmente gradita dai giovani stranieri che hanno salutato personalmente l’arcivescovo e hanno ascoltato con grande attenzione le sue parole di benvenuto, d’incoraggiamento e di augurio per il loro futuro – spiega la nota dell’Arcidiocesi di Genova -. Insieme all’arcivescovo era presente monsignor Giacomo Martino, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes che, insieme alla Caritas, coordina a nome della Chiesa genovese l’accoglienza dei profughi". Con l’ospitalità loro offerta presso il Seminario del Righi – dove soggiorneranno temporaneamente, in attesa che la Diocesi completi il restauro di un’ampia struttura nel quartiere di Coronata – sale a quasi 400 il numero dei posti messi a loro disposizione dalla Chiesa genovese. I profughi ospitati a Genova, grazie all’impegno del mondo ecclesiale, sono in larga parte provenienti dalla Nigeria, dal Senegal, dall’Afghanistan e dal Bangladesh. In maggioranza sono musulmani, in buon numero sono cristiani.

Dopo le polemiche tra la Lega e la Cei, ora giungono parole di approvazione da parte del Carroccio: "Condivido ogni sillaba pronunciata oggi dal Cardinale Bagnasco" dichiara il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando il richiamo rivolto oggi dal presidente della Conferenza episcopale italiana all’Onu e alle organizzazioni internazionali in generale rispetto al problema dell’immigrazione dall’Africa. "Ha ragione Bagnasco – aggiunge Zaia – quando dice che l’Onu è assente rispetto al drammatico quadro libico e ai fenomeni migratori che continuano a generare tragedie nel Mediterraneo; ha ragione il cardinale a denunciare l’assurdità, l’infingardaggine e la cinica ipocrisia di tanti Paesi membri dell’Onu e di una Ue incapace di affrontare, se non di risolvere, i problemi storici e i fenomeni planetari che investono il mondo e l’Europa".

"Una Ue – attacca Zaia – inutile e caotica, al pari del governo italiano, di fronte a una situazione epocale, ma pervicacemente occhiuta quando si tratta di misurare le dimensioni di una rete da pesca o decidere che può esistere un formaggio senza latte". "Mi auguro – conclude Zaia – che la voce dell’alta cattedra morale giunga diretta e forte alle orecchie dei responsabili tutti delle Nazioni Unite e dell’Europa, che ergono muri e lasciano sola l’Italia, e provochi un sussulto che si trasformi in una seria, concreta, davvero umanitaria azione internazionale per assistere come si deve i veri profughi e combattere l’orrendo mercato di esseri umani che il terrorismo e la criminalità stanno alimentando con brutalità".