Continuano a emergere nuovi dettagli sulla tragedia avvenuta alle Maldive, dove il 14 maggio scorso hanno perso la vita cinque sub italiani durante un’immersione nella grotta di Dhekunu Kandu. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, dalle ultime immersioni effettuate dal team finlandese di Dan Europe, che ha recuperato i corpi, sarebbero emerse possibili violazioni delle regole di sicurezza previste per il cave diving.
La grotta, spiegano subacquei ed esperti locali, non era sconosciuta e veniva frequentata da diversi appassionati di immersioni. Tuttavia, lungo il percorso interno della cavità sarebbero state trovate torce lasciate in punti strategici, una pratica che gli specialisti definiscono fuori standard.
“In una grotta così servivano almeno tre torce e più gas d’emergenza”, spiegano gli speleosub coinvolti nelle operazioni di recupero. A confermarlo è anche Cristian Pellegrini di Dan Europe: “In grotta devi avere sempre tre torce con te: una principale e due di sicurezza. Affidarsi a luci lasciate lungo il percorso non è considerato affidabile”.
Un altro elemento al centro delle verifiche riguarda le bombole utilizzate dai cinque italiani. Secondo quanto emerso, il gruppo sarebbe sceso con una configurazione monobombola, cioè con una sola riserva d’aria a testa. Una scelta ritenuta insufficiente dagli specialisti per affrontare cunicoli profondi fino a sessanta metri, soprattutto in assenza del cosiddetto filo d’Arianna, il sistema di guida utilizzato nelle immersioni in grotta.
Nel cave diving viene applicata la cosiddetta “regola dei terzi”: un terzo del gas serve per entrare nella grotta, un terzo per uscire e il restante deve essere conservato come riserva di emergenza. “Con quelle profondità molti avrebbero usato configurazioni differenti”, sottolinea ancora Pellegrini.
Intanto il governo delle Maldive ha aperto due indagini per chiarire le cause dell’incidente. GoPro, computer subacquei e attrezzature recuperate nella grotta verranno acquisiti nell’ambito del fascicolo aperto dalla Procura di Roma per omicidio colposo.
Nella giornata di oggi, in Italia, sarà inoltre conferito l’incarico per le autopsie sui corpi recuperati. Gli esami verranno effettuati all’obitorio di Gallarate sotto il coordinamento della pm di Busto Arsizio Nadia Alessandra Calcaterra.
Sul fronte istituzionale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inviato una lettera ufficiale di encomio ai tre speleosub finlandesi protagonisti del recupero dei corpi.
“Avete operato con competenza, abnegazione e un fortissimo senso del dovere”, ha scritto il vicepremier. “Il vostro intervento ha rappresentato non solo un prezioso contributo operativo, ma anche un atto di straordinaria umanità”.






























