Il governo agli italiani nel mondo: continueremo a chiudervi in faccia le porte dei vostri consolati

Il 18 settembre 2014 il Vice Ministro degli Esteri, Lapo Pistelli, parla ancora di esigenze di bilancio, di chiusure “dettate dalla legge” e di razionalizzazione. Lapo Pistelli afferma al Senato: “il DL Spending Review non ha come obiettivo principale la creazione di risparmi immediati, ma la soppressione di organici e di strutture, attraverso la quale produrre risparmi permanenti”. È come dire: per ora non ti do più da mangiare. Poi, se nel frattempo crepi, ebbene, abbiamo un risparmio permanente!

Dunque, nulla di sostanziale è cambiato rispetto alla linea ottusa in materia di riorganizzazione della Rete consolare adottata da mesi dalla Farnesina.

Lapo Pistelli offre in quest’ultima audizione una versione tutta sua delle norme che dettano la Spending Review, indicando nuovamente – come un disco rotto – che le chiusure dei consolati e degli Istituti di cultura sono dettate dalla legge. In quello stesso Senato era già stato pubblicamente contraddetto durante la storica seduta dello scorso 28 maggio, in cui fu ribaltata la mozione “Micheloni” che chiedeva la sospensione immediata di tutte le chiusure di Consolati e Istituti di cultura.

Lapo Pistelli propone al Comitato per le Questioni degli italiani all’estero una serie di misure sostitutive alla chiusura degli sportelli consolari e degli Istituti Italiani di cultura che eludono ancora una volta e in maniera scandalosa la realtà degli effettivi bisogni degli 8 milioni di connazionali residenti all’estero nonchè la lucrativa offerta culturale italiana all’estero.

Lapo Pistelli giustifica la chiusura degli sportelli consolari: “i servizi degli sportelli consolari sono molto limitati a causa dell’assenza del personale di ruolo che perfeziona la pratica”, omettendo volutamente davanti al Senato di citare le norme vigenti che permettono di ovviare a simili situazioni. La carta preferita dal MAE e dal Governo è ancora quella del “Console Onorario” oppure dei Patronati, anteponendo queste figure giuridiche ovvero istituti, al proprio personale di ruolo e a contratto che ha sempre dato infinite prove di serietà e capacità professionali. È intollerabile che sia sminuito il ruolo di quel personale del MAE che già opera all’estero in condizioni difficilissime e che tiene a galla quotidianamente una barca che, altrimenti, sarebbe già colata a picco. (…)

Lapo Pistelli non spende una parola sulla nuova ondata d’emigrazione che si riversa in quella Europa occidentale per la quale annuncia nuovi accorpamenti che non sono altro che nuove chiusure. Ma la legge non impone chiusure, ma solo di evitare sprechi ad invarianza di servizi! Per la Farnesina, però, è più facile chiudere, aumentando tuttavia i costi di gestione delle rete.

Lapo Pistelli giustifica davanti al Senato la chiusura degli Sportelli consolari, asserendo che furono concepiti quali misure di transito destinati alla chiusura. Non è vero! Gli sportelli furono concepiti come capisaldi dei servizi consolari a fronte della chiusura dei consolati stessi ed hanno dimostrato il loro valore. I connazionali lo riconoscono e ne sono grati. Le autorità ospitanti anche. Solo il MAE non sa che farsene!

Lapo Pistelli butta altro fumo negli occhi alla Commissione per le Questioni degli Italiani all’Estero, compensando le chiusure con l’invio – secondo la disponibilità di fondi – di funzionari itineranti. Funzioni costose, che hanno già contribuito a far lievitare il bilancio del MAE rispetto allo scorso anno. La diaria per tali spostamenti supera abbondantemente i 200 Euro. Con tre missioni al mese si paga infatti l’affitto di uno sportello consolare!

Lapo Pistelli apre alla fine uno spiraglio quando asserisce: “ho personalmente già accolto favorevolmente l’offerta di spazi gratuiti ad esempio di Saarbrucken e la Farnesina sta definendo con le autorità locali le intese per poter usufruire di tale interessante ed innovativa proposta che permetterà di assicurare alle collettività italiane in loco un ulteriore strumento leggero di offerta consolare, con presenza snella di personale MAE, in attuazione dell’impegno preso con l’ordine del giorno del 28 maggio. Analogamente siamo pronti ad esaminare le altre offerte che ci sono state annunciate”. Nonostante questa dichiarazione, il modello Saarland è a rischio: le chiavi dei locali gratuiti a Saarbrucken sono pronte e nessuno va a prenderle!

Lapo Pistelli sembra ignorare la lentezza del suo apparato che da mesi tiene nei propri cassetti offerte di locali gratuiti che permetterebbero la fruizione dei servizi consolari in loco, senza alcuna spesa per il MAE, scongiurando trasferte di centinaia di chilometri che i connazionali devono compiere per ottenere un semplice passaporto o una carta d’identità.

A Manchester, Norimberga, Saarbrucken, vivono rispettivamente collettività che oscillano tra i 30mila e i 50mila connazionali, come a Bassano del Grappa o a Nuoro! Inimmaginabile che in uno di questi comuni con un colpo di spugna siano soppressi municipi e questure, spedendo i cittadini a 200 Km di distanza per i loro quotidiani servizi. Al Vice Ministro chiediamo di spostare il baricentro delle prospettive annunciate sui pochi spiragli offerti e che riguardano la possibilità di fruizione dei servizi consolari grazie a unità periferiche leggere, con personale MAE, che affianchino i consolati Hub ora già giunti all’orlo del collasso.

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