I traditori di Monti e quelli di Berlusconi, larghe intese scricchiolano? – di Gabriele Polizzi

Caos in Scelta Civica. Fra gli “anti-Monti”, da giorni Mario Mauro viene indicato come il ministro “traditore”. Mariastella Gelmini, PdL, ospite a Omnibus su La7, commenta così: “Mi sorprendo un po’ che Mauro sia portato agli onori della cronaca quando abbandona Berlusconi e ci si sorprende quando abbandona Monti: quando uno abbandona abbandona, per non usare altre parole". "Dico solo che non sono sorpresa dell’atteggiamento di Mauro o di Casini, persone che evidentemente interpretano la politica in un modo diverso", chiarisce l’esponente del Pdl che, rivolgendosi all’esponente di Scelta Civica Andrea Romano, ospite con lei in trasmissione, aggiunge: "Cosa vi aspettavate da Mauro? Era nel PdL, è stato eletto in Europa con il PdL: pensavate che diventasse leale con voi?".

Le parole dell’ex ministro del governo Berlusconi ci fanno tornare in mente Aldo Di Biagio, nel 2008 eletto con il PdL nella ripartizione estera Europa e poi passato a Futuro e Libertà. Quel Di Biagio, oggi senatore, che è pronto a dare le spalle a Monti per diventare “moderato” e “popolare” insieme agli “alfaniani”. Vedremo come andrà a finire, ma la politica quando si tratta di questi “passaggi” da una forza politica all’altra fa proprio schifo.

Le larghe intese intanto scricchiolano. Almeno, secondo Daniela Santanchè, pasionaria azzurra: “La vera panzana e’ stata passare attraverso queste larghe intese garantite dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per raggiungere una presunta, diciamo pure inesistente pacificazione nazionale. Il progetto e’ fallito. E’ stato Napolitano a volere piu’ di tutti il governo delle larghe intese. Questo vuol dire che dovrebbe assumersi lui la responsabilita’ delle ricadute di questa sorta di instabilità sulle famiglie e sui lavoratori”, dice Santanche’, secondo cui ”se si decide di non essere arbitro ma di fare il giocatore, allora si deve imparare ad accettare le critiche”. La decadenza di Silvio Berlusconi ”sarebbe un passaggio tremendo ma decisivo”, prosegue Santanche’. ”Mi chiedo come i nostri ministri a quel punto potrebbero tornare a sedere al governo con i loro colleghi del Pd che hanno votato per cacciare Berlusconi dal Parlamento. Come potrebbero far finta che non sia successo niente? Sono convinta che molto succederà”. Ma cosa potrebbe succedere? Crisi di governo? A sentire Maurizio Lupi, di crisi non se ne parla.

”La crisi di governo e’ una pagina chiusa. Tre settimane fa si e’ votata una fiducia al governo Letta e si e’ preso un impegno: attuare il programma e lavorare fino al marzo 2015. Solo in quel momento tireremo le somme". Così il ministro dei Trasporti, che aggiunge: “Non c’e’ spazio per nuove tentazioni: non capirlo renderebbe deboli governo e Paese. Serve un piano triennale per guardare al futuro. Tocchera’ ancora a noi preparare la legge di stabilita’ del prossimo anno, poi decidera’ la maggioranza se proseguire con questo governo di servizio”, aggiunge il ministro PdL, secondo il quale ”l’equazione decadenza-crisi non c’e’ più”.