Grexit, Tsipras eroe del fronte euroscettico

I partiti euroscettici di tutta Europa, uniti da poco altro se non il rigetto per l’austerita’ imposta dai poteri sovranazionali, si stanno stringendo attorno al premier greco Alexis Tsipras durante le ore piu’ buie di Atene, la cui bancarotta potrebbe fare da detonatore per l’intera costruzione dell’euro e addirittura dell’Europa unita.

Agli occhi del fronte euroscettico, Tsipras e’ riuscito per mesi a colpire il ventre molle delle istituzioni comunitarie portandole sino alla soglia di quel "territorio inesplorato" paventato nei giorni scorsi dal presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. Dal Movimento 5 stelle italiano sino all’United Kingdom Independence Party (Ukip) – scrive il "New York Times" – il fronte dei partiti anti-sistemici europei chiede a Tsipras di non cedere proprio ora alle richieste dei creditori internazionali e di giungere alle estreme conseguenze.

"Oggi in Europa si scontrano due forze opposte: l’austerita’ e la democrazia, il governo del popolo e quello dei mercati e degli organi non eletti. Noi stiamo con la democrazia e a fianco del popolo greco", recita un comunicato diffuso ieri dal partito spagnolo Podemos. Marine le Pen, del Front national francese, esprime una posizione politico-ideologica diametralmente opposta a quella del premier greco, ma ha egualmente accolto con soddisfazione la vittoria del premier greco alle elezioni di gennaio come una chance storica per abbattere l’euro.

In Italia, la Lega nord di Matteo Salvini, che ha ormai eclissato Silvio Berlusconi quale figura pubblica di riferimento della destra nazionale, esprime una posizione simile: le difficolta’ della Grecia, sostiene il segretario della Lega, "sono prima e anzitutto quelle dell’Europa".

Ma i partiti cosiddetti "populisti" non sono i soli ad esprimere solidarieta’ al premier greco: proprio l’ex premier italiano Silvio Berlusconi, il cui ultimo governo e’ stato abbattuto nel 2011 dai morosi del mercato e dalla pressione sul debito pubblico italiano, sostiene che l’Europa sia interessata non tanto a riequilibrare l’economia e le finanze greche, quanto a costringere un poco accomodante Tsipras fuori dai palazzi del potere attraverso mezzi non democratici.

Lo stesso premier greco ha personalmente rivolto la stessa accusa ai suoi interlocutori europei e internazionali, e ieri ha gettato un nuovo guanto di sfida ai suoi creditori, dichiarando che i leader europei non avranno il coraggio di cacciare la Grecia dalla moneta unica, e che il referendum sull’austerita’ convocato da Atene per il 5 luglio dara’ in ogni caso al governo greco una posizione negoziale piu’ forte.

Le parole di Tsipras sembrano aver trovato conferma nelle ultime dichiarazioni del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il quale ha dichiarato che l’uscita del paese ellenico dal consorzio della moneta unica non e’ un’opzione, e che ha supplicato i greci di votare "si’" alle misure di austerita’ richieste dai creditori internazionali.