Governo, Epifani: riforme e poi voto

ROMA 29 SETTEMBRE 2013 PUNTATA DI "IN MEZZ'ORA"IN ONDA SU RAITRE LA DOMENICA ALLE 14 30 NELLA FOTO GUGLIELMO EPIFANI SEGRETARI PARTITO DEMOCRATICO FOTO RAVAGLI/INFOPHOTO

Guglielmo Epifani, ospite a “In mezz’ora”, parla della crisi di governo che si è scatenata all’improvviso: "La mia impressione è che l’accelerazione che c’è stata nasce dal fatto che il centrodestra e Berlusconi vogliono provare a portare al voto rapidamente il Paese per evitare il voto del Senato sulla sua decadenza dopo il voto di questa settimana in Giunta". "Con questa scelta – commenta il leader del Pd – Berlusconi, che era gia’ sul terreno del torto, diventa ancora di piu’ avversario di quel pezzo d’Italia che prova a uscire dalla crisi".

“La cosa che piu’ mi ha piu’ colpito e’ lo scarabocchio istituzionale che il Pdl ha compiuto. In genere per fare una crisi c’e’ via che e’ quella di chiedere un voto di fiducia e di sfiduciare in Parlamento. Invece qui si e’ voluto fare qualcosa di diverso, prima con l’annuncio dissennato di far dimettere i parlamentari di maggioranza e poi ritirando la delegazione al governo. Alla radice c’e’ un attacco alle istituzioni, uno sgarbo alla democrazia”.

Adesso “dobbiamo rendere conto in Parlamento di quello che sta succedendo, e’ giusto tornare in Parlamento per dire di fronte al Paese quello che sta avvenendo, le idee che il capo del governo aveva per l’azione di risanamento da fare, e ognuno si assumerà le proprie responsabilità alla luce del sole".

Secondo Epifani “serve eliminare Porcellum e fare la manovra di stabilità, ma nessun governicchio senza numeri. Il Pd non teme le elezioni". Il leader Pd ha ricordato che "non c’erano alternative al governo che è stato fatto, non si poteva rivotare senza cambiare la legge elettorale" ma "ora bisogna guardare avanti". Secondo il segretario dem "quello che sta accadendo è inquietante perché non solo è contro le Istituzioni, ma è una pugnalata alla schiena del Paese" e dunque se si aprirà la crisi "le priorità sono riformare la legge elettorale, mettere in sicurezza i conti del Paese e fare interventi per lo sviluppo". "Ora la stragrande maggioranza del nostro elettorato, ma anche degli italiani, ci chiede l’ultima azione di servizio per il Paese e poi il voto". Epifani non ha escluso l’ipotesi di organizzare eventi o manifestazioni pubbliche: "Bisogna parlare al Paese, non dobbiamo stare solo nelle istituzioni, non escludo nessuna forma. Decideremo negli organismi del partito".

Epifani ha ribadito l’impegno preso in Assemblea e poi in Direzione per il congresso del Pd l’8 dicembre: “Confermo il percorso. L’unita’ raggiunta in Direzione, se le cose dovessero andare diversamente da quello che abbiamo previsto, deve restare. Qualsiasi decisione la prenderemo assieme. Ieri ho sentito Renzi. C’è unità forte nel partito".