Governo, Berlusconi a ministri PdL: Letta cadrà se non si faranno le riforme

Il governo cadra’ se non fara’ le riforme che servono al Paese. A palazzo Grazioli, all’ora di pranzo, va in scena il ‘pre-ritiro’. Davanti allo stato maggiore del partito e ai ministri del Pdl, Silvio Berlusconi veste i panni dell’allenatore e istruisce i suoi uomini su come scendere in campo nelle prossime partite di governo. Il Cavaliere, raccontano, sarebbe stato molto chiaro: sostegno leale e responsabile a Letta, ma la fiducia non e’ scontata. La prova del nove saranno i provvedimenti economici targati Pdl: dall’Imu alle esenzioni fiscali per chi assume, dallo stop all’aumento dell’Iva alla riforma dei poteri di Equitalia. Insomma, il leader azzurro non rinuncia al suo profilo istituzionale. Ma ora, avvertono a palazzo Grazioli, il Pdl deve passare all’incasso. Su tutti i punti inseriti nel programma elettorale del Popolo della liberta’ il Cavaliere dara’ filo da torcere, in Cdm attraverso i suoi ministri e in Parlamento, una volta arrivati in Aula. Durante la riunione, naturalmente, si e’ parlato anche del nodo giustizia. Anche su questo punto non sono ammessi scherzi, soprattutto alla luce della sentenza di appello che ha confermato la condanna per la vicenda Mediaset.

Il Cav non avrebbe gradito l’esito della partita sulla commissione Giustizia del Senato con il ‘tradimento’ dei patti da parte del Pd, che ha portato Francesco Nitto Palma alla presidenza solo con i voti di Pdl e Scelta civica. Se il Pd si comporta cosi’ adesso, cosa dobbiamo aspettarci quando arriveranno in Aula i provvedimenti che ci stanno a cuore?, avrebbe chiesto l’ex premier. Si teme che lo stesso schema visto a palazzo Madama si possa ripetere quando il Pdl dovra’ eleggere il vicepresidente della Camera in sostituzione di Maurizio Lupi. Sarebbe bene che Letta stia attento agli scherzi che puo’ fargli il suo partito, ragionano a palazzo Grazioli.