Giro d’Italia, Nibali sicuro: ‘corono un sogno, ora devo difendermi’

Una corsa a perdifiato, da Gabicce mare a Saltara, con l’incubo delle lancette del cronometro. Una corsa contro il tempo, senza respiro, ne’ tregua. Alla fine, il coronamento di un sogno lungo tre anni. Vincenzo Nibali aveva indossato per tre giorni la maglia rosa del Giro d’Italia 2010, quando correva per la Liquigas, poi l’aveva dovuta mollare per una caduta e per gli ordini di scuderia, visto che era stato convocato proprio all’ultimo momento, per sostituire Franco Pellizotti, ma soprattutto per aiutare il capitano Ivan Basso, che poi avrebbe trionfato. Anche quella volta, lo ‘Squalo dello Stretto’ avrebbe potuto firmare a colpi di ‘pinna’ la gara a tappe. Nibali e’ tornato leader, ma con la maglia dell’Astana, e da capitano. Questa volta saranno gli altri a lavorare per lui.

Anche il Team Sky di Wiggins sembra correre per lui, visti i ripetuti problemi dell’inglese con le bici. Oggi l’olimpionico ha forato, dunque non e’ stato fortunato, ieri ha dovuto fare i conti con la strada scivolosa (e i tubolari non proprio al top), cosi’ Nibali ne ha approfittato. ‘Ho disputato una bellissima crono, che sembrava disegnata per me, con tante curve e tanti saliscendi, ho tenuto l’andatura con tutte le mie forze – le parole del messinese -. Ringrazio il team, che mi ha trasmesso serenita’ e sicurezza: mi sono concentrato per tutto l’inverno, ero tranquillo, sono stato guidato bene in ogni curva da Martinelli. Era importante fare bene in questa tappa, ma la strada e’ ancora molto lunga fino a Brescia. Sono veramente contento, non mi aspettavo di vestire oggi la maglia rosa, mi sono reso conto della prestazione gia’ al primo intertempo’.

Nel 2010 disse che la maglia rosa gliel’aveva chiesta la Madonna nera di Tindari, piccola localita’ turistica ad alcune decine di km da Messina, la sua citta’. E oggi? ‘Per me la maglia rosa significa tanti sacrifici, e’ il coronamento di un sogno – confessa Nibali -. Sul santuario ci vado con mio padre Salvatore (che, nella citta’ dello Stretto, possiede una videoteca in via Cesare Battisti). Ieri ho attaccato, e’ andata un po’ bene e un po’ meno, volevo fare una bella azione, forse ho esagerato un po’ con quella strada scivolosa; tant’e’ vero che, quando sono caduto, non riuscivo a fermarmi. Devo ringraziare anche mia moglie Rachele, altra fonte di serenita’ per me. Posso dire di avere raggiunto la mia tranquillita’, sono sereno: grazie alla squadra, a mia moglie, non c’e’ stress, riesco a lavorare molto bene e dunque a rendere meglio’.

Da domani, il Giro di Nibali cambiera’. ‘Sicuramente adesso mi dovro’ difendere. Sapevo che in discesa Wiggins aveva qualche limite, dopo la caduta di ieri e’ diventato di pietra. Io, invece, sono rimasto lucido e non ho perso secondi. Lui e’ il piu’ forte a cronometro, ma le strade del Giro non sono come quelle del Tour. Non lo sottovaluto, come faro’ con Evans, Gesink, Scarponi, Hesjedal. La tappa piu’ complicata che mi aspetta e’ quella della Val Martello, con Gavia e Stelvio’. Secondo Michele Scarponi, nella crono di oggi ‘non e’ stato facile rimanere concentrato per oltre un’ora’. ‘Ho cercato di dare il massimo – conclude -. Spero non ci siano piu’ cronometro cosi’ lunghe. E’ stata una prova snervante’.