Gentiloni, ‘reagire al terrore senza paura’

ETTORE FERRARI

Quelli tra la mattina di mercoledì, con l’attacco alla redazione nella sede del giornale satirico francese Charlie Hebdo, e venerdì, con la fine dell’assedio al market kosher di Vincennes, sono stati "tre giorni di orrore che la Francia e l’Europa non dimenticheranno" ma "la marcia repubblicana di ieri ha detto con forte solennità quale sarà una nostra risposta: unità e determinazione nel difendere la nostra sicurezza e confermare i pilastri delle nostra libertà". Lo afferma in modo solenne Paolo Gentiloni, nella sua informativa al Senato sull’attentato terrorista che ha sconvolto la Francia e non solo, e che adesso alimenta la paura di nuovi attacchi nel Vecchio Continente. Attacchi per i quali "al momento non risultano segnalazioni specifiche per l’Italia – spiega il ministro degli Esteri – ma al terrore e alla barbarie dobbiamo reagire senza paura, uniti come italiani". Due i punti su cui insiste Gentiloni: il primo è che "non dobbiamo fare l’errore di confondere l’Islam con il terrorismo, e magari attaccare i musulmani anziché i terroristi. Sarebbe non solo un errore, ma soprattutto un errore molto grave, perché ci impedirebbe di collaborare con alleati importanti. Si tratta di uno scontro all’interno della comunità musulmana tra l’estremismo e la maggioranza della società".

L’altra è la rassicurazione che "nessun governo parla di sospendere il sistema Schengen o ristabilire controlli alla frontiere: sacrificare la libertà di circolazione sarebbe un prezzo inaccettabile da pagare al terrorismo e alle sue iniziative. La discussione riguarda semmai di consultare il sistema informatico Schengen Iss in occasione dell’attraversamento della frontiera esterna all’Unione Europea". Decisione contestata dalla Lega Nord che invece, nelle parole di Johnny Crosio, torna a ripetere che "la sospensione del trattato di Schengen deve avvenire immediatamente, e con loro i continui sbarchi. La tragedia di Parigi ci impone che le frontiere devono essere messe in sicurezza". E proprio a proposito di sicurezza, secondo Gentiloni in Europa vi è "un ancora troppo fragile concetto di sicurezza comune" e "la minaccia di matrice islamica si è aggravata e in diverse forme di crisi". In particolare "quello del califfato è una minaccia del tutto nuova, che si fa Stato, incubatore e magnete di altro terrorismo anche per la sua forza simbolica". E poi c’è il focolaio della Libia: "L’Italia non può rassegnarsi alla prospettiva di una Libia divisa in due o più parti: sarebbe una minaccia inaccettabile alle porte di casa nostra. Stiamo collaborando con le Nazioni Unite nel tentativo di mettere insieme in questa settimana un primo incontro di riconciliazione nazionale a Ginevra.