Giorgia Meloni, fondatore di Fratelli d’Italia, già ministro della Gioventù del governo Berlusconi, domenica – nel corso della kermesse "Atreju 2013" – ha lanciato "Officina per l’Italia", piattaforma programmatica del nuovo centrodestra. Intervistata da “Libero”, quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, a proposito della vicenda che riguarda il Cavaliere, spiega: “Sono stanca di una politica paralizzata in attesa della decisione del Senato sulla sua decadenza; di un centrosinistra e di un centrodestra che non possono fare a meno di Berlusconi. Noi abbiamo sollevato il tema del dopo Cavaliere già da un pezzo. Cosa dovrebbe fare Berlusconi? Passare il testimone per investire in una nuova generazione. Una generazione che lui avrebbe dovuto accompagnare. Invece adesso rischia che il PdL sia legato al suo destino personale. E il PdL avrebbe dovuto capire l’importanza di avere dirigenti scelti dal proprio popolo e non dalla segreteria del partito".
Meloni non crede “al ritorno di Forza Italia” e nemmeno “al ritorno di Alleanza nazionale”. I suoi obiettivi, “e quelli di Fratelli d’Italia, sono altri: rimanere fedele a quelle idee, ma radicarle nel futuro e renderle maggioritarie attraverso una sintesi con culture diverse dalla mia. E l’Officina per l’Italia sarà il laboratorio, aperto a tutti quelli che vogliono ricostruire il centrodestra e che oggi sono delusi dal PdL, che Fratelli d’Italia mette a disposizione di chiunque intenda proseguire il viaggio verso un nuovo movimento fondato su regole certe, primarie ad ogni livello, congressi e rigetto del tatticismo che subordina le posizioni politiche ai sondaggi".
"L’approdo sarà la stesura di un manifesto politico e culturale in grado di delineare il nuovo perimetro di Fratelli d’Italia, che offre pieno diritto di cittadinanza a tutti quelli che vogliono ricostruire un centrodestra credibile. Le nostre porte sono aperte. Non facciamo selezioni anagrafiche, ma nessuno può pensare di vantare una corsia preferenziale in base al proprio curriculum: tutti dovranno misurarsi con lo strumento del consenso. La selezione per gli incarichi – conclude Giorgia Meloni – non la faccio io, ma i cittadini".
































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