Forza Italia, Fitto: ‘noi ricostruttori, 21 febbraio convention a Roma’

Forza Italia sempre più divisa. Con Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto che ormai sono ai ferri corti. E’ guerra aperta, nel partito azzurro. L’europarlamentare pugliese lancia una iniziativa a Roma, sabato 21 febbraio, per “esporre le linee guida delle nostre proposte per l’Italia, oltre che per Forza Italia e per il centrodestra”.

Secondo Fitto “Matteo Renzi sta vincendo tutte le partite nel Palazzo”, e questo accade “per sua prepotenza” ma anche “per incredibile debolezza altrui”. La situazione del nostro Paese “resta drammatica”, spiega il leader dei dissidenti, che continua: “le previsioni Ue hanno prospettato una tendenza mortificante per l’Italia, nel silenzio quasi totale della politica e dei media italiani”. Anche per questo “avevamo iniziato a fare con i nostri emendamenti alla legge di stabilità (bocciati dal Governo Renzi) e con una sequenza di appuntamenti tematici nell’autunno scorso, è venuto il momento di uno scatto e di un passaggio di fase".

Fitto precisa: "Noi non ci limitiamo a una battaglia interna su assetti e organizzazione, ma abbiamo un progetto e una proposta sui contenuti, in chiave fortemente liberale, innovativa, modernizzatrice. Non siamo né vogliamo essere rottamatori (anche perche’ nel centrodestra italiano quasi tutto e’ gia’ sfasciato), ma ricostruttori".

CARFAGNA, “COSI’ ALLONTANI GLI ELETTORI” Il portavoce di Forza Italia alla Camera, Mara Carfagna, commenta la linea che Fitto sta portando avanti all’interno del partito: “Non nego che il nostro partito stia attraversando una fase difficile. Credo pero’ che certe questioni che vengono poste siano questioni di apparato che non solo non interessano i nostri elettori ma che rischiano di allontanarli". Secondo Carfagna "e’ giusto aprire un dibattito sugli organigrammi, sulle modalita’ di organizzazione del partito, anche se meglio sarebbe farlo all’interno di organi deputati a fare questo. Piu’ giusto riallacciare pero’ il rapporto tra elettori ed elettorato, perche’ il resto sono discorsi di apparato".