In Italia esiste un altro caso Cesare Battisti, al contrario. Di cosa si tratta? Presto detto: un alto dirigente di una banca brasiliana e’ fuggito dal proprio Paese per venire nello Stivale ed evitare l’arresto. Ha potuto farlo perche’ in tasca ha un passaporto italiano.
Infatti, Henrique Pizzolato – questo il nome del dirigente – ha avuto un bisnonno che alla fine dell’Ottocento e’ partito dal Veneto diretto in Sud America. Dunque, Pizzolato ha tutto il diritto di poter lasciare il Brasile con passaporto italiano e vivere nel BelPaese, sfuggendo cosi’ a una condanna definitiva a 12 anni di prigione per corruzione.
Sui social network c’e’ gia chi ha provato a chiedere, in questi giorni, uno "scambio": a noi Battisti, Pizzolato ai brasiliani. Ma questo difficilmente accadra’, perche’ e’ una logica che non si basa su alcun fondamento legale o giuridico. Dunque Pizzolato, uno dei pezzi grossi della Mani Pulite brasiliana, restera’ nello Stivale.
Un caso come questo, tuttavia, dovrebbe suscitare almeno un interrogativo: come e’ possibile che un brasiliano, senza alcun reale legame con l’Italia, possa ricorrere a un escamotage del genere? Presto detto: si chiama "recupero di cittadinanza". Chiunque, nel mondo, sia in qualche modo discendente di italiano, puo’ avviare la pratica per la richiesta di cittadinanza. Pensate: i brasiliani con un passaporto italiano in tasca sono ormai 320mila e la meta’ di questi sono diventati italiani negli ultimi dieci anni.
Scrive il Corriere della Sera: "la fabbrica dei passaporti non si ferma mai, grazie alla nostra legge ius sanguinis, la più generosa al mondo". Qualche numero? Quasi raddoppiati, in tutto il mondo, gli italiani, negli ultimi 13 anni: nel 2000 erano 2,3 milioni, oggi sono 4,3 milioni. "Solo in piccola parte – osserva il Corriere – sono i nostri cervelli in fuga", nella maggior parte dei casi si tratta proprio di "recuperi di cittadinanza". In Sud America il fenomeno continua a crescere: argentini, brasiliani, venezuelani, chiedono il passaporto italiano molto spesso senza neppure conoscere il nostro Paese, ma per avere la possibilita’ di viaggiare liberamente nel mondo, senza necessita’ di visti o altro. Insomma, avere un passaporto italiano in tasca puo’ sempre fare comodo: guardate il caso di Pizzolato, per esempio.
Ecco, nonostante spesso la cittadinanza italiana venga di fatto regalata a persone che ne’ parlano italiano, ne’ conoscono le nostre leggi o le nostre tradizioni, e magari non sanno neppure dove sta l’Italia sulla cartina geografica, la politica non muove un dito e resta semplicemente a guardare. La verita’ e’ che si tratta di una legge che ormai "e" fuori dalla Storia e corrosa oltre tutto da numerose truffe": ma la politica e’ sorda.































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