Dimissioni PdL, atto di irresponsabilità – di Marco Zacchera

Credo che le annunciate dimissioni dei parlamentari del PDL (pardon, ora sono di “Forza Italia”) siano un atto di irresponsabilità, oltre che una mezza “bufala” agli occhi degli italiani.

IRRESPONSABILI perché per tutte le ragioni che pur potrebbe avere Berlusconi per le sue presunte persecuzioni giudiziarie, è assurdo legare ai destini di una persona quelli del Paese che comunque devono sempre prevalere. Un Paese che oggi attraversa una crisi gravissima e per la quale l’instabilità politica può essere fatale. E’ da irresponsabili non capirlo.

RIDICOLE (nella loro gravità) perché le dimissioni da deputato o da senatore non si presentano al capogruppo parlamentare, ma al presidente della Camera o del Senato e devono essere ratificate caso per caso con il voto dell’aula a scrutinio segreto. Quindi questo “passo fatale” è solo propaganda per fare aumentare la tensione, ma non è un atto concretamente vero.

FORZATE perché è inammissibile che di fatto vengano “imposte” a dei parlamentari che – con l’attuale legge elettorale – sono impossibilitati comunque a esprimere un parere diverso o, fatalmente, la prossima volta sarebbero cancellati dalle liste. L’art. 67 della Costituzione non è ancora carta straccia ed ogni parlamentare è eletto senza vincolo di mandato: nella propria coscienza dovrebbe sempre ricordarselo nei confronti dei propri elettori.

Ci stiamo infatti dimenticando che mentre l’Italia passa tutti i suoi guai e il Parlamento naviga a vista, non si sta procedendo alla riforma della legge elettorale (che d’altronde TUTTI i vertici dei partiti NON VOGLIONO) e così, se anche ora fossero sciolte le Camere,  si continuerebbe a far eleggere gente “nominata” dai capataz senza minimamente tener conto delle loro effettive capacità, ma solo della obbedienza piena, cieca ed assoluta alla linea imposta dall’alto.

Come puntualmente scrivo da tempo, questa legge elettorale è diventata una enorme, volgare arma di pressione dei vertici dei partiti che possono così colpire ogni dissenso o diversa opinione. Ci sarebbe un solo modo per rendere credibili queste fantomatiche dimissioni: farle votare sul serio ed aggiungere una frasetta da parte dei parlamentari dimissionari, ovvero “dichiaro inoltre che con questa legge elettorale mai più mi ripresenterò candidato al Parlamento”. Vedrete che a firmare non resterebbero più nemmeno i “falchi” e le “pitonesse” perché la verità e che in FI e PDL comanda un manipolo di persone che ha perso ogni contatto con la gente e in definitiva pensa solo a se stessa. Sarà un caso, ma quasi tutte le persone che ho incontrato in questi giorni si stanno chiedendo – come il sottoscritto – come si possa distruggere in poco tempo la credibilità politica del centro-destra italiano convinti che alla fine questi atteggiamenti non facciano del bene neppure a Berlusconi oltre ad essere un incredibile “boomerang” elettorale. Berlusconi è una persona intelligente, mi auguro non accetterà la logica del “Muoia Sansone con tutti i filistei” e appena i sondaggi gli dimostreranno che FI-PDL sta perdendo consensi spero che richiamerà all’ordine i propri caporali.