Dibattito nel centrodestra, Berlusconi leader o no? – di Luca Dassi

Con la sua partecipazione ad Atreju 2015, Silvio Berlusconi ritorna ufficialmente in prima linea. “E’ un mio ritorno in campo”, scandisce lo stesso Cavaliere durante il suo intervento domenica scorsa. Ma il centrodestra del futuro sarà con o senza Silvio? Il dibattito è aperto. E se gli azzurri non riescono a vedere un centrodestra vincente senza Berlusconi, per altri (vedi verdiniani ma non solo) il discorso è diverso: Berlusconi è il passato e bisogna guardare avanti.

Oggi il Mattinale, foglio politico targato Forza Italia, scrive: "L’urgenza del ritorno di Berlusconi, in piena luce e in mezzo alla scena del mondo, e’ imposta dalle cose. Il suo ottimismo drammatico e operoso e’ oggi necessario per la pace e la prosperita’ di questo nostro Paese e piu’ vastamente dell’Europa e del Pianeta". Giorgia Meloni, però, leader di Fratelli d’Italia, spinge per le primarie. Così Matteo Salvini, leader della Lega. Ma Silvio di fare le primarie non ne vuol sapere, perché “non servono quando c’è un leader riconosciuto e sono io il leader del centrodestra”.

Renata Polverini poi spiega: “Berlusconi e’ un combattente nato. Ora sta a noi creare le condizioni affinche’ questa leadership che e’ stata straordinariamente forte oggi possa continuare ad aggregare la maggioranza degli italiani. Berlusconi non se ne andra’ mai, e’ inutile pensare si possano fare le primarie fin quando lui resta in campo".

Intanto ha ancora uno strascico la dichiarazione di Silvio Berlusconi che qualche giorno fa disse che Matteo Salvini parlava alla ‘pancia’ delle persone. "Noi pensiamo di riuscire a parlare anche al cuore e al cervello della gente – interviene il leader della Lega su radio Padania -. Se pensano che siamo un popolo di trogloditi, sbagliano". Quanto al rapporto con il leader di Fi, Salvini aggiunge "sono disponibile a ragionare con Berlusconi ma alle nostre condizioni".

Francesco Storace, La Destra, a proposito di primarie avverte: “Giorgia Meloni, esattamente come Matteo Salvini, non fa altro che dire quello che ci chiede il popolo di centrodestra. Guai a disconoscere i meriti del Cavaliere, ma per battere Renzi e soprattutto per governare meglio di Renzi c’e’ bisogno di capacita’ di vedere la realtà".

Giovanni Toti, governatore azzurro della Liguria e consigliere politico del Cav, sa che il centrodestra deve restare unito “se vuole mandare a casa questo governo”. “I numeri – sottolinea – ci dicono che possiamo battere Matteo Renzi. Non regaliamogli la vittoria dividendoci. Insieme dobbiamo formare una coalizione che rappresenti l’Italia che vuole mandare a casa questo governo".

Nel dibattito anche una voce esterna al centrodestra. E’ quella di Antonio Di Pietro, secondo il quale il Berlusca dovrebbe capire ormai che “il tempo passa per tutti”. “Pensare di poter rimanere sempre a guidare la nazione, nonostante il tempo che sul piano fisiologico passa e nonostante che la propria storia sia finita” per Di Pietro “è un atto di arroganza e ignoranza insieme”.

C’è anche Sandro Bondi, a cui non è piaciuto farsi dare dello “sfigato” dal Berlusca, il quale con il suo atteggiamento “dimostra, purtroppo, oltre ad essere privo di buon gusto, di essere solo capace di ridicolizzare e offendere chi non è più ai suoi ordini, senza alcun rispetto di una storia e di un rapporto personale durato più di vent’anni”.