Le Istituzioni europee e larga parte del ceto politico di centro e centro-sinistra, stanno diffondendo nel Paese un messaggio fittizio circa l’uso del denaro contante. Proprio ieri ad “Italia Domanda” su Canale5 ho ascoltato l’affermazione di Pierluigi Bersani: “In questo Paese gira troppo contante”. Forse viene ancora preso sottogamba, però il problema del denaro circolante a mio avviso dovrebbe essere cardinale nelle agende politiche dei vari schieramenti. Come sottolineava giustamente Berlusconi, con il limite già oggi imposto agli acquisti di 999€ per l’uso del contante s’è creata una pericolosa diffidenza ad eccedere nella spesa. Ed il punto è essenzialmente questo, se mettete insieme il nuovo redditometro (selvaggio strumento di controllo che con oltre 100 voci vuol mettere il naso in ogni affare privato), l’inversione dell’onere della prova (è il contribuente a dover comprovare la propria onestà fiscale e non l’Agenzia delle Entrate l’eventuale illecito) ed il limite all’uso del contante per gli acquisti d’importo superiore ai mille euro (è nelle intenzioni la ulteriore riduzione a 300 e poi a 50 euro), capirete che siamo di fronte ad una tempesta recessiva per i consumi.
Spaventati da farraginosi accertamenti, iniqui trattamenti fiscali e da operazioni di deterrenza contro l’evasione, vessatori perfino per il più illibato e probo contribuente, si viene a costituire una inevitabile contrazione degli acquisti.
In uno Stato di diritto non è possibile che dopo averci privati della sovranità nello stampare moneta, ci privino anche della “sovranità di spesa”. L’uso obbligatorio della moneta elettronica è un mero favore agli istituti d’intermediazione creditizia e bancaria, una coercizione della libertà personale e una assurda distorsione del mercato (è chiaro che nel momento in cui diviene obbligatorio utilizzare uno strumento di pagamento a favore di un altro, non c’è più la rincorsa al ribasso degli oboli e l’incremento dei servizi).
Oggi un po’ tutti gli schieramenti amano definirsi “liberali”: ecco, io vi consiglio di guardare ai loro programmi e di vedere cosa c’è di realmente concreto dietro codeste diciture. Votate chi è liberale e liberista da una vita, per i fatti che ha prodotto e non per le chiacchiere che ha sciorinato.
Twitter @andrewlorusso






























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