Il rapporto di Francesco De Gregori con la sinistra non e’ mai stato semplice, a partire dalle contestazioni dei collettivi studenteschi degli anni ’70 per finire alla piu’ recente polemica con l’ex segretario Walter Veltroni. La sua musica, pero’, accanto a quella di Guccini e De Andre’, e’ stata per decenni la colonna sonora di chi ha creduto nel Pci prima e nei suoi discendenti poi. Normale allora che l’intervista al Corriere della Sera, nella quale il poco loquace cantautore annuncia di essere pronto a non votare piu’, esploda come una bomba in quel mondo e non solo. Il ‘Principe’ confessa di sentirsi ancora di sinistra, ma aggiunge: il Pd che ”si commuove per lo slow food e poi magari strizza l’occhio ai No Tav per provare a fare scouting con i grillini, non e’ facile da capire, almeno per me”. Tanto vale allora, con questo sistema, ”scegliere i parlamentari sull’elenco del telefono”. ”Forse – aggiunge – potevamo farci meno domande su Noemi e piu’ sull’Ilva”.
Parole come pietre, che in poco tempo invadono il web, dividono politici, soprattutto del Pd, giornalisti e star e diventano trend topic sui social network. Su Twitter l’hashtag #DeGregori schizza subito tra i primi. I big del partito non si espongono, ma e’ facile immaginare che quella pagina del Corriere della Sera, anche tra loro, gia’ bersaglio delle critiche di artisti e intellettuali come Nanni Moretti o Ivano Fossati, non sia passata inosservata. Esce allo scoperto, invece, con una lettera aperta un gruppo di dieci parlamentari renziani: ”Non possiamo credere – scrivono – che il nostro maestro sia invecchiato cosi’ male da dirci ‘Il verbo credere non dovrebbe appartenere alla politica’. Caro maestro, ti preghiamo di riprovare a crederci”. Nel Pd la discussione e’ accesa. ”Ascoltiamo De Gregori, ma ci piace anche Carlin Petrini (fondatore di Slow Food, ndr)”, dice Pippo Civati.
”A parte la critica a Slow Food – gli fa eco Paolo Gentiloni – l’intervista e’ da leggere”. Ivan Scalfarotto promuove ”l’80% dell’intervista”, mentre Gianni Cuperlo prova una battuta: ”Su una cosa concordo con De Gregori: la sinistra non e’ mangiare da Slow Food, a meno che non introducano un menu’ a base di bambini”. Su Twitter intervene anche Jovanotti: ”Consiglio l’intervista a De Gregori non per essere d’accordo su tutto, ma per gioire dell’intelligenza e della maestria”. ”Il grande De Gregori qui le dice tutte giuste”, sostiene invece Leonardo Pieraccioni.





























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