Tutte le mamme del mondo lo sanno: quando un bebe’ in lacrime e’ trasportato nel confortante abbraccio materno, il piccolo si calma e smette di piangere. Uno scienziato italiano che lavora in Giappone ha scoperto il motivo di questa ‘magia’: nel bebe’ si attivano meccanismi innati che generano rilassamento, come la riduzione dei movimenti del corpo e della frequenza cardiaca.
La scoperta e’ di Gianluca Esposito, classe ’79, al RIKEN Brain Science Institute dal 2010, grazie a un lavoro su neonati e su cuccioli di topo pubblicato sulla rivista Current Biology. La ricerca, in collaborazione con l’Universita’ di Trento, spiega cosa c’e’ dietro un comportamento noto da sempre, e cioe’ l’effetto calmante dell’abbraccio materno mentre si trasporta il bambino. ‘Come il corpo della donna che diviene mamma cambia (a livello ormonale e mentale) per favorire l’interazione col piccolo – spiega Esposito – anche il bambino e’ predisposto ad una serie di meccanismi che favoriscono l’interazione con la madre’.
‘Abbiamo misurato il battito cardiaco del neonato in braccio alla madre che cammina e visto che si riduce – spiega – ma solo se la mamma si muove mentre lo abbraccia. Inoltre abbiamo analizzato la frequenza dei movimenti volontari (un bambino che si dimena e’ meno calmo) e la frequenza del pianto e visto che movimenti e pianto si riducono quando la madre comincia a camminare. I bambini che non smettono di piangere, hanno comunque un pianto con frequenze fondamentali piu’ basse (il pianto con frequenza piu’ bassa rivela un minore stato di disagio). Quindi anche i bambini che continuano a piangere, sono in realta’ piu’ calmi e il loro battito cardiaco rallenta. Lo stesso e’ stato visto nei topi’. Significa che questo effetto calmante e’ basato su meccanismi evolutivamente antichi condivisi da molti mammiferi.
































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