CORONAVIRUS | Di Maio: “Escludo un secondo lockdown generale” [VIDEO]

Potranno esserci “lockdown mirati, in alcune zone, come ha detto il presidente del Consiglio, ma anche quelli potremo scongiurarli se lavoriamo, in queste ore, a chiedere più responsabilità”

Luigi Di Maio, a Bruxelles per una serie di incontri istituzionali, a proposito di un possibile nuovo lockdown afferma: “Lo escludo, anche perché l’Italia non può permettersi un secondo lockdown”.

“Stiamo lavorando – aggiunge il ministro degli Esteri – anticipando delle misure, come quelle del Dpcm di queste ore, proprio per evitare qualsiasi tipo di lockdown”.

Certo, potranno esserci “lockdown mirati, in alcune zone, come ha detto il presidente del Consiglio, ma anche quelli potremo scongiurarli se lavoriamo, in queste ore, a chiedere più responsabilità e ad evitare occasioni di assembramento che possono mettere a repentaglio la vita dei cittadini. Per questo – conclude – abbiamo fatto interventi sulle feste private, su alcuni tipi di attività”.

“Chiedo massima responsabilità ai giovani, soprattutto, perché in questo momento sottovalutando alcuni comportamenti possono uccidere i propri genitori e i propri nonni”. “E scaricate la app Immuni – aggiunge – scarichiamo tante sciocchezze su questi smartphone, scarichiamo una app che ci permette di tracciare, in maniera del tutto anonima e con garanzia della privacy, i cittadini che entrano in contatto con altri cittadini positivi”.

“Parlerò con Sassoli di Recovery Fund, non di Roma”

Interrogato dai giornalisti sull’incontro in programma per questo pomeriggio con il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, Di Maio ha precisato che non parlera’ della partita delle comunali di Roma e di “non essere venuto qui a Bruxelles per discutere di questioni partitiche o di politica locale, ma col presidente Sassoli sicuramente avremo modo di discutere del ruolo del Parlamento in questo Recovery Fund e del progetto Nexrt Generation EU e anche di importanti questioni che riguardano, ad esempio, il made in Italy”.

“Il Parlamento europeo e’ impegnato continuamente a sostegno di politiche sul made in, tracciabilita’ e accordi commerciali”, ha aggiunto il titolare della Farnesina.