Comites, Carozza (CGIE): ‘vogliamo le elezioni’. E critica il taglio ai patronati

"Le elezioni le vogliamo fare". Sulla volontà di rinnovare i Comites il segretario generale del Cgie Elio Carozza è irremovibile e lo ripete più volte a conclusione della due giorni di lavori del Comitato di presidenza del Cgie alla Farnesina. Un Comitato di presidenza "non previsto perché tra qualche giorno avremmo votato" ha aggiunto Carozza precisando che comunque il Cdp rimarrà in carica fino alla nomina del nuovo Cgie "per trattare le materie che la legge prevede. Però si era anche detto – ha aggiunto Carozza – che avremmo potuto trattare alcuni aspetti" tra cui "la questione della legge di Stabilità. Poi c’è stata la novità del rinvio delle elezioni ed è arrivata la richiesta di alcuni consiglieri di convocare l’assemblea plenaria, ma alla fine abbiamo optato per la riunione del Comitato di presidenza".

Tra i temi affrontati dal Cdp proprio la questione del rinvio delle elezioni oltre ai tagli ai capitoli di spesa per le questioni degli italiani all’estero e in particolare quelli al capitolo lingua e cultura italiana all’estero. Su quest’ultimo punto, ha spiegato Carozza, i membri del Cgie sono detti "molto preoccupati" per il taglio di 2,5 milioni di euro agli stanziamenti, dopo che durante l’ultima assemblea plenaria a maggio, erano stati confermati per il 2015 gli stessi fondi a disposizione per il 2014, ovvero 10 milioni di euro.

"La questione principale – ha spiegato Carozza – era ristabilire i contributi almeno al livello del 2014, tenendo sempre presente le difficoltà del nostro paese. C’è stato un impegno e credo che il governo è cosciente della questione e noi prendiamo atto anche delle dichiarazioni del presidente del Consiglio Renzi a Sydney in occasione del G20, quando ha riaffermato l’importanza della lingua e della cultura italiana per l’immagine e la presenza dell’Italia nel mondo. Su quelle basi – ha aggiunto il segretario generale del Cgie – abbiamo richiesto un emendamento in Senato per ristabilire i contributi".

Sul tavolo anche la questione dei patronati, in molti casi "unico punto di contatto con gli italiani all’estero", soprattutto negli ultimi anni, "vista la chiusura di molti consolati" ha spiegato il rappresentante del Cgie che ha ricordato al governo "che il lavoro dei patronati in un paese normale dovrebbe farlo lo Stato. Siccome così non è, non vorremo che, mettendo in difficoltà i patronati, spuntassero come funghi i privati, gli ‘avvocatucci’ di turno per trattare le pratiche dei connazionali".

Nonostante la revisione del taglio inizialmente proposto, la riduzione delle risorse destinate ai patronati, è "tuttavia molto forte", ha proseguito Carozza secondo il quale è fondamentale valutare anche "quanto si dovrebbe investire per svolgere le funzioni" che attualmente svolgono i patronati.

Sul rinvio delle elezioni dei Comites "non possiamo che essere d’accordo, se l’idea è la maggior partecipazione – ha detto Carozza – anche se in un Paese normale ci sarebbe il rispetto del diritto" e "se si convocano le elezioni bisogna farle", mentre il rinvio, ha aggiunto Carozza, è stato deciso "senza che il Cgie fosse ascoltato per il parere che deve dare per legge".

E poi c’è la questione della garanzia della funzionalità del Cgie fino alla nomina dei nuovi membri: "Se si vota il 17 aprile – ha fatto presente Carozza – significa che il nuovo Cgie, se tutto va bene, si potrà riunire solo a fine settembre-metà ottobre. E non si può immaginare che in dieci mesi – e saranno dieci mesi di riforme importanti tra cui quella elettorale e delle istituzioni – il Cgie non abbia la sua piena funzionalità" ed è necessario quindi dare al Consiglio generale "la possibilità finanziaria di riunirsi". In ogni caso, ha commentato il segretario generale del Cgie, "non ci scoraggeranno nemmeno questa volta, sopporteremo tutto, vogliamo le elezioni, anche se non c’è più la certezza di nulla" dopo che "il governo ha preso un’altra iniziativa che disorienta chi vive all’estero. La bassa affluenza – ha aggiunto Carozza – era dovuta alle nuove modalità di iscrizione – giuste – di questo governo, ma anche allo scarso interesse verso il Paese Italia", disinteresse che, secondo il segretario generale del Cgie, accomuna italiani all’estero e italiani in Italia: "Se in Emilia-Romagna non si arriva al 40% di affluenza, potete immaginare che succede in un territorio grande come il mondo". "Dovremmo preoccuparci – ha aggiunto – di capire il perché gli italiani all’estero si interessano sempre meno all’Italia", ha sottolineato Carozza ricordando come il Cgie si sia sempre occupato, tra le altre cose, di questo tema.

A dimostrarlo la pubblicazione degli atti più importanti degli ultimi anni di lavori del Cgie che dovrebbe uscire tra pochi giorni e che sarà scaricabile anche dagli app store. Una pubblicazione da cui emerge anche e soprattutto la volontà del Cgie di coinvolgere le nuove generazioni di italiani all’estero. Tra i crucci di Carozza, invece, il fatto di "non essere riusciti a far capire al paese che il raccordo con gli italiani all’estero e gli oriundi dovrebbe interessare innanzitutto l’Italia perché ci sono tutte potenzialità perché italiani all’estero siano la risorsa di cui l’Italia ha bisogno". Temi questi, tutti affrontati in mattinata in Senato (mentre gli incontri alla Camera si sono svolti nel pomeriggio) dove il Cgie ha incontrato i rappresentanti del Comitato per le questioni degli italiani all’estero che ha ribadito il suo impegno per ripristinare i fondi per lingua e cultura italiana all’estero, per reindirizzare agli enti gestori le risorse risparmiate dalla riduzione del numero degli insegnanti di ruolo all’estero e per assicurare il funzionamento del Cgie in attesa della nomina del nuovo.

Inoltre, ha annunciato Carozza, il Cgie comunicherà nei prossimi giorni ai presidenti di Camera e Senato, della commissione Cultura e dei due Comitati di Camera e Senato un progetto di legge articolato per lingua e cultura italiana che è il frutto del lavoro degli ultimi due anni del Cgie insieme alle Regioni e allo Stato, riflessioni culminate con il seminario dello scorso anno". Inoltre, sulla questione dei Comites, "il presidente del Cqie ci ha annunciato che il Comitato all’unanimità avrebbe proposto un emendamento al decreto che rinvia le elezioni" per inserire "la scadenza del 17 febbraio per la presentazione di altre liste, fatte salve le liste già presentate". Quello che chiede il Cdp del Cgie è di "applicare nella sua interezza la legge, e basta. Siamo completamente contrari alla riapertura per inserire altre liste elettorali". "Ci voleva soltanto la forza del volontariato per resistere in questi anni al totale disinteresse verso le comunità e l’ultimo atto del governo e le intenzioni del Senato in questa fase di elezioni dimostra questo. Tuttavia non ci scoraggiamo – ha concluso Carozza – e le elezioni le vogliamo fare".