Cittadinanza italiana, con lo ius soli la nostra società è a rischio – di Mario Galardi

Si vedono nubi nere all’orizzonte. E non ci riferiamo certo al clima o al "riscaldamento globale" (su cui affideremo ad un prossimo articolo quel che abbiamo da dire), ma alla disgraziata decisione dell’attuale maggioranza di modificare la legge per la concessione della cittadinanza, con l’abbandono dello ius sanguinis e l’istituzione dello ius soli.

Decisione oltremodo assurda, essendo contestuale alla passiva accettazione dell’invasione di centinaia di migliaia di extracomunitari, pochi dei quali sono veri rifugiati politici.

Con la nuova legge si corre il rischio di stravolgere la nostra società, checchè ne dicano i suoi sostenitori, i quali cercano di far digerire il misfatto agli italiani, volendo ricordare a sproposito l’epopea dell’emigrazione italiana, riempiendosi la bocca di parole come solidarietà, e tentando di rassicurarci sostenendo che la nuova legge prevede "condizioni".

Non inganniamoci, una volta approvato lo ius soli sarà italiano con tutti i diritti e tutti gli oneri per la nostra società chiunque sia nato in Italia, anche se da genitori stranieri appena sbarcati ed incentivati ad arrivare proprio dalla nuova legge. Pensare a "condizioni" tipo il permesso di soggiorno o la scuola è da ingenui. E’ facile infatti prevedere che difficilmente ci sarà un tribunale o un ente amministrativo che le applicherà.

Avevamo posto l’attenzione alla questione della cittadinanza già molto tempo fa, e vogliamo ricordare due articoli: La cittadinanza non si regala e Difendiamo lo ius sanguinis, diciamo no allo ius soli.

Per comprendere il preciso disegno politico sottostante, è opportuno ricordare che nel PD ci sono parlamentari, come l’On. Migliore ex-Rifondazione Comunista, che sono entrati nel partito perseguendo con caparbietà proprio questa modifica (vedasi quanto scritto otto anni fa).

Noi italiani all’estero non possiamo approvare questa decisione, la quale, come altre disposizioni dell’attuale governo, concede maggiori diritti a chi italiano non è, a chi non difende la nostra lingua e la nostra storia, non nutre nessun reale sentimento per il nostro Paese, e proviene da culture che in molti casi contrastano fortemente con la nostra. Basta pensare a coloro che stanno sbarcando provenendo da paesi dove è vietata la rappresentazione della figura umana e che considerano sacrilega la rappresentazione della divinità. Saranno forse costoro i futuri custodi delle Madonne di Raffaello agli Uffizi o a Palazzo Pitti? Importerà realmente qualcosa a costoro del nostro patrimonio artistico, il più importante del mondo, fatto di monumenti, di chiese, di palazzi, di musei e di opere d’arte incommensurabili?

La questione dell’invecchiamento della popolazione viene portata come argomento dai sostenitori di un’accoglienza illimitata. Ma pensare di accogliere milioni di stranieri, che si riproducono a un tasso di natalità enormemente superiore, e affermare che siano necessari per pagare le nostre pensioni, appare come una catena di Sant’Antonio, in cui occorre trovare prima due partecipanti, poi quattro, poi otto, e infine, impossibilitati a continuare, gli ultimi pagano per tutti. E’ evidente che se per ogni vecchio che lascia questa nostra terra entrano due stranieri, e se per ogni nato da una donna italiana ne nascono tre da donne straniere, nel giro di due generazioni gli italiani saranno un piccola minoranza. La tanto desiderata "crescita" pertanto, deve essere solo quella economica e non può essere quella demografica, alla quale occorre mettere un limite.

Esiste un limite massimo per i passeggeri di ogni veicolo, per gli ascensori, per i teatri, per le aule scolastiche. Deve esistere anche per il territorio dentro le nostre frontiere. Non è scritto da nessuna parte che l’Italia debba avere più di sessanta milioni di abitanti. L’Italia e l’Europa non possono risolvere i problemi di miliardi di persone di altri continenti. Occorre riflettere e convincerci che non è aprendo le nostre frontiere che si farà il bene dell’Europa, e meno che meno quello dell’Italia, modificando le nostre leggi.

Chi scrive è entrato ormai nell’ultimo quarto della possibile vita umana ed è tentato di smettere di darsi pena e di pensare ad altre cose. Poi la realtà quotidiana prende il sopravvento e ci fa ritornare alla tastiera (una volta si diceva la penna). Non possiamo terminare questo scritto, senza osservare che in Italia chi difende lo ius sanguinis sono solo la Lega e i Fratelli d’Italia. Berlusconi purtroppo si è dichiarato favorevole allo ius soli, come d’altra parte alle unioni gay. Perderà per questo più voti di quanti ne guadagnerà. Renzi ci aveva illuso, dicendo qualcosa di destra, e adesso ci sta rifilando questa iattura. Quanto al coraggioso Salvini, i giudizi sprezzanti che gli rivolgono provengono da coloro che immotivatamente si ritengono superiori.

Dalle malattie ci guardi Iddio, da certi sciagurati "moderati" (tanto per parlar chiaro gli Alfano, i Quagliariello, i Verdini), ci potremo proteggere riflettendo meglio al momento del prossimo voto. Ci troveremo di fronte a scelte cruciali, anche perchè il pericolo M5S non sembra scongiurato. Ci spiace terminare con la stessa nota di pessimismo con cui avevamo iniziato. Ma, se lo ricordino i giovani, loro hanno il dovere di non lasciarsi condizionare dai mass-media prevalenti e di lottare per il futuro dell’Italia, che è il loro Paese e che solo noi italiani possiamo difendere.