Cicchitto (Ncd), ‘Berlusconi se lo scordi: non torneremo all’ovile’

© Marco Merlini / LaPresse 17-12-2008 Roma Politica Trasmissione televisiva "Porta a Porta" condotta da Bruno Vespa, sullo scandalo appalti a Napoli Nella foto il presidente del Gruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto Bruno Vespa's political talk show "Porta a Porta" about outsourcing-scandal in Naples

L’alleanza per le prossime elezioni regionali passa da un’altra alleanza, secondo Fabrizio Cicchitto. L’esponente di spicco di Ncd e storico dirigente prima in Forza Italia e poi nel Pdl spiega a Italia Oggi il suo schema per le Regionali che non può prescindere dalla riforma della legge elettorale e sottolinea che con Forza Italia è necessario avere un rapporto rigoroso, dialettico e anche polemico ma che rifiuti ogni tendenza a tornare "all’ovile" e invece lavorando perché il centrodestra, dopo vent’anni, faccia tutti gli indispensabili cambiamenti.

Quali sono dunque i rapporti tra Ncd e Forza Italia in vista delle Regionali? "Contenzioso politico non da poco fra noi e Forza Italia – risponde Cicchitto -. Allo stato, a livello nazionale, è prioritaria per Ncd l’aggregazione di un’area di centro che si ponga l’obiettivo di rifondare il centrodestra e renderlo vincente ristabilendo i rapporti con quei dieci milioni di italiani che non votano più per Berlusconi e per Forza Italia, ma che non hanno votato né per Renzi né per il M5S, e che si sono rifugiati nell’astensione. Senza quei dieci milioni di voti il centrodestra sarà perdente".

Secondo Cicchitto, "le scelte locali hanno evidentemente una loro autonomia. Non ci si può legare le mani in modo aprioristico ma reputo preferibile per le regionali un’intesa di centrodestra. Essa, però, è possibile a due condizioni: che sia generalizzata (cioè anche al Nord) ma specialmente che ci sia un’intesa a monte sulla nuova legge elettorale. Non è ipotizzabile un’alleanza alle Regionali con Forza Italia se essa mira all’approvazione di una legge elettorale che strangola i possibili alleati come Ncd con clausole giugulatorie sulle soglie e negando le preferenze".