Chiude in casa genitori anziani, padre muore per fuggire

Ogni volta che usciva di casa chiudeva la porta a chiave con due mandate. Nulla di strano se all’interno non ci fossero stati gli anziani genitori, prigionieri della figlia nel loro appartamento di Muggio’, comune in provincia di Monza. Antonella C., 48 anni, ha spiegato ai carabinieri che aveva iniziato a utilizzare quel sistema per evitare che il padre andasse in giro per i bar della zona a bere alcolici, lasciando cosi’ la moglie invalida al cento per cento da sola in casa. Ma alle 17 del 16 luglio Gino C., di 78 anni, non ce l’ha fatta piu’, e pur di scappare da casa ha provato a calarsi dal balcone al secondo piano appendendosi al filo dell’antenna della televisione. Un tentativo vano per un uomo della sua eta’ e del suo peso, che si e’ concluso con uno schianto davanti all’ingresso dello stabile in via della Repubblica. Il viaggio d’urgenza dell’ambulanza verso l’ospedale San Gerardo di Monza non e’ riuscito a salvargli la vita, si e’ spento poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso a causa delle ferite riportate nella caduta. In un primo momento i carabinieri intervenuti hanno creduto si trattasse di un incidente o dell’ennesimo caso di suicidio, ma quel cavo penzoloni lungo il palazzo e la sedia fuori dal balcone li hanno insospettiti.

Quando sono entrati in casa della vittima per il sopralluogo di rito, lo scenario e’ cambiato completamente: la porta era chiusa a chiave ma una donna all’interno ha detto di non poter aprire. Era la moglie della vittima, di 74 anni, affetta da una grave artrosi che nel tempo l’ha piegata quasi completamente su se stessa, rendendole molto difficili i movimenti. In ogni caso, non avrebbe potuto salvare il coniuge perche’ al momento dell’ incidente era in bagno e pare non abbia sentito nulla. Per entrare in casa i militari hanno dovuto chiedere ai vigili del fuoco di sfondare la porta e solo allora la signora ha potuto raccontare la loro storia di vessazioni subite dalla figlia, con la quale litigavano spesso e in maniera piuttosto rumorosa. Lo hanno confermato anche i vicini, che pero’ hanno ammesso di non aver mai segnalato la cosa ne’ alle forze dell’ordine, ne’ ai servizi sociali. Attorno alle 17.40 i carabinieri sono riusciti a contattare Antonella C., dipendente di una ditta di pulizie, che ha fornito la sua versione parlando di una forma di premura nei confronti dei genitori e in particolare del papa’ descritto come un alcolizzato.

In realta’, secondo quanto raccontato dal titolare del bar sotto casa, l’uomo non era un gran bevitore, anzi, lo aveva visto bere al massimo un paio di bicchieri di vino con gli altri anziani di un circolo, ma sicuramente non tanto da ubriacarsi. Il motivo, sempre per il barista, sarebbe dovuto non solo al carattere del pensionato, ma anche al fatto che la figlia aveva l’abitudine di portargli via i soldi, cosi’ che spesso l’uomo aveva il portafogli vuoto. Questa testimonianza, unita al racconto dei vicini e agli ulteriori riscontri investigativi forniti dalla 74enne, hanno complicato sempre di piu’ la posizione di Antonella C., alla quale non e’ bastata l’iniziale giustificazione per evitare l’ arresto per maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona e omicidio colposo. La madre, invece, e’ stata presa in custodia da alcuni parenti che vivono nell’hinterland.