Tempi duri per "Scelta Civica" ribattezzata "Sbronza Civica". Il centrino di Monti versa in condizioni penose. Gli eletti dell’Udc non vogliono confluire in un movimento tutto da costruire, l’ala "laica" monteprezzemoliana e quella cattolica (Acli e Sant’Egidio) sono in pessimi rapporti, i sondaggi indicano che se si rivotasse oggi sparirebbero dalla scena politica (un po’ come quel Futuro e Libertà di Gianfranco Fini). Ad aggravare il tutto il fatto che il leader Mario Monti non abbia alcuna intenzione di essere uomo di partito. Se poi consideriamo che Monti non ha capacità, competenza, abilità indispensabili per essere un uomo politico e, come faceva notare Marco Bertoncini su Italia Oggi, la sua oratoria è un borbottio professorale, soltanto animata da qualche sprizzo "ironico", abbiamo il quadro del disfacimento di una formazione politica che in pochi mesi ha saputo rappresentare il peggio della tradizione trasformistica italiana.
Chi ha votato in buona fede "Scelta Civica", permettendo a delle persone come Mario Mauro di accedere in Parlamento, si rende conto oggi di essere stato ingannato e di aver contribuito ad accrescere l’instabilità politica. La cosa positiva di questa esperienza è tuttavia la scomparsa politica di Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini, cannibalizzati da Monti. Ora toccherà a noi elettori archiviare definitivamente la tragica parentesi montiana e alle prossime elezioni li dobbiamo cancellare dalla geografia politica italiana.






























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