Calcio, Klose: non sono soddisfatto, ma rimango alla Lazio

"Non posso dire di essere soddisfatto. Ho rinnovato con la Lazio perche’ voglio giocare e penso che posso aiutare la squadra. Per entrare in condizione, ho bisogno di giocare due o tre partite di fila. Ma se entro per meno di un tempo, non riesco ad entrare in ritmo partita. E’ inutile". Intervistato dal portale di ‘Die Welt’, Miro Klose fa il bilancio del suo 2014, in cui e’ diventato campione del mondo in Brasile battendo anche il record di Ronaldo Fenomeno di reti ai Mondiali. Ma, proprio in virtu’ del suo status di campione del mondo, Klose si aspetterebbe un altro trattamento nella sua squadra di club? "Vivo comunque la situazione in maniera rilassata – risponde -. Mi sentirei male se stessimo lottando per non retrocedere, ma non e’ decisamente il caso". Ma esclude una partenza da Roma durante il mercato invernale? "Si’, assolutamente. Ho parlato con l’allenatore. Lui sa quello che voglio", spiega l’attaccante precisando quindi che, almeno fino al termine di questo campionato, intende rimanere alla Lazio.  

Il Capodanno lo trascorrera’ nella sua casa di Roma con la moglie Sylwia e con i gemelli Noah e Luan, e sara’ anche quello il momento di fare un bilancio dei dodici mesi appena trascorsi: guardando indietro cosa vede Klose? "Soprattutto il titolo Mondiale. Sono campione del mondo – risponde -. Ma quando penso all’inizio dell’anno era tutto diverso. Con la Lazio non riuscivo a giocare bene per i problemi alla spalla. Non ero in condizione. Facevo fatica a raggiungere il livello di rendimento che chiedo a me stesso. Ma ho lavorato duro perche’ avevo l’obiettivo della Coppa del Mondo in mente. Solo quando siamo arrivati in Brasile, ho notato che potevo dare il mio contributo alla squadra. Mi sentivo bene".

Quando ha capito di poter vincere il Mondiale? "Dopo il primo tempo della partita contro il Brasile. Eravamo avanti 5-0, ed e’ stato incredibile. Non e’ stato tanto il risultato, ma il comportamento di ogni singolo giocatore, che mi ha lasciato senza fiato. Tutti erano totalmente concentrati. Sapevamo che poteva accadere qualcosa di storico e che ci mancava solo un passo. Ognuno di noi e’ rimasto umile contro i brasiliani. Nessun colpo di tacco, nessuna leziosita’. Non volevamo ridicolizzare l’avversario, insomma. Questo ha rafforzato la mia fede. La nazionale tedesca quest’anno e’ stata perfetta? Si’, assolutamente, soprattutto se pensiamo che Mario (Gomez, ndr) e Marco (Reus, ndr) non c’erano. Quella data in Brasile e’ stata un’enorme prova di forza: abbiamo parlato molto, nessuno e’ stato lasciato fuori. Abbiamo curato tutto fino all’ultimo dettaglio".

E’ vero che quando, durante la finale, e’ stato sostituito da Goetze gli ha detto che avrebbe segnato? "Si’, quando c’e’ stata la sostituzione gli ho detto che avrebbe segnato, me lo sentivo – ammette Klose -. Anche durante l’intervallo gli ho ripetuto la stessa cosa. Di recente ho visto una foto in cui si puo’ vedere come subito dopo il fischio finale tutti saltano in piedi. E io rimango da solo seduto in panchina. Era tutto cosi’ incredibile…".