Berlusconi vuole elezioni subito, con Renzi non siamo più una democrazia (VIDEO)

Silvio Berlusconi (Foto Omniroma)

"Se fossi il presidente della Repubblica scioglierei il Parlamento e farei andare il Paese a elezioni". Così Silvio Berlusconi alla presentazione del libro di Bruno Vespa “Donne d’Italia”. Questo perché, aggiunge il leader di Forza Italia, “oggi non viviamo più in una democrazia”. Forza Italia, insieme a Lega e Fratelli d’Italia, sostiene una mozione di sfiducia nei confronti di tutto il governo: "Forza Italia non ha mai presentato una mozione di sfiducia personale e anche stavolta non la presentiamo. Con Lega e Fratelli d’Italia abbiamo presentato una mozione di sfiducia al governo. Ci sono ragioni grandissime: non siamo una democrazia. Renzi, a differenza nostra, piazza suoi uomini ovunque, mentre noi lasciavamo sempre una percentuale delle cariche alle opposizioni", sottolinea il Berlusca. Che poi torna ad aprire sulle primarie, “ma molto regolamentate. Quelle a cui abbiamo assistito in passato hanno portato ai peggiori sindaci, per il Pd mi affido ai commenti di molti esponenti di quel partito che parlano di primarie manipolate".

"Ritorno in campo per quello che posso fare nella comunicazione e per tenere insieme il centrodestra. Questo lo faro’ fino in fondo. Ma volevo tornarci avendo avuto restituita la pienezza e lo splendore della completa innocenza. Potrò prendere una decisione definitiva circa il ruolo vero che potrò ancora utilmente interpretare per il mio Paese solo quando la Corte di Strasburgo, come e’ sicuro che sia, darà la sua sentenza definitiva sulla sentenza della corte di cassazione italiana". Un governo con 20 ministri: 12 provenienti dalla societa’ civile; poi 3 da Forza Italia e Lega e due da Fratelli d’Italia. È il governo che sogna Silvio Berlusconi.

In caso di ballottaggio Pd-M5S alle prossime Politiche per chi voterà il centrodestra? "Non mi sono posto questa domanda ancora. Credo che il centrodestra si consultera’ con gli altri partiti e dara’ un suggerimento di unita’. Sara’ una risposta molto difficile senza avere approfondito l’argomento". Certo è che "sarebbe terrificante consegnare il Paese a quella banda di incapaci" del Movimento 5 Stelle. "M5S e’ a non molti punti dietro al Pd – spiega il Cav – Se il centrodestra dovesse avere delle crisi, al ballottaggio andranno Pd e 5 Stelle e tutti i sondaggisti stimano che vincerebbero i 5 Stelle. Ecco il ruolo cruciale che ha il centrodestra e FI, al 12,5% che con gli altri partiti fa 32,50, siamo a due punti, due punti e mezzo sopra Pd".

Il Nuovo Centrodestra di Alfano? “Penso e spero che nelle situazioni locali si arriverà in molte situazioni ad avere un passaggio di coloro che erano in Ncd dentro un partito di centrodestra".  "Tutti coloro che scenderanno in campo per aiutare il centrodestra sono i benvenuti. Magari Della Valle scendesse in campo per fare le scarpe alla sinistra…".

"Questa politica e questi politici disgustano gli elettori. 26 milioni di aventi diritto che non vogliono andare a votare, sono delusi e rassegnati e pensano che il loro voto non conti nulla". Comunali Milano? "Sallusti si è messo a disposizione, precisando di rinunciare alla sua candidatura per Milano se troviamo un nome che riteniamo migliore". "Noi abbiamo stabilito di approfondire ancora la nostra ricerca sul migliore candidato possibile in ogni città e ci siamo dati l’impegno di non anticipare chi ha più chance. Questa è una scelta che faremo all’inizio dell’anno, nei primi due mesi del 2016". E allora che vi riunite a fare ad Arcore?, lo provoca Bruno Vespa. "Lei si è abituato troppo a Renzi che decide tutto lui. Noi siamo democratici", replica l’ex premier.

Come regalo di Natale ai propri dipendenti Forza Italia ha inviato una lettera di licenziamento… “Abbiamo dovuto prendere scelte molto dolorose”, commenta Silvio, “la norma che inserisce il limite dei centomila euro per i finanziamenti privati ai privati e’ stata fatta contro di me". "La situazione è che sono stati bloccati i finanziamenti pubblici e c’è il limite dei 100mila euro per le donazioni dei privati. Quindi io sono impedito, ma la colpa non è di nessuno di noi, ma di chi crede che dei partiti si possa fare a meno. Bisognerebbe rivedere questa norma e togliere il limite del finanziamento ai privati".

Parlando della situazione francese: "Non credo che quello di Le Pen sia un fuoco finito, immagino che il centrodestra francese debba trovare un suo leader, c’e’ ancora Sarkozy che ha sulla coscienza molte cose da farsi perdonare".