Sabato 13 aprile 2013 c’ero anch’io. Ho tastato con mano l’amore crescente di un popolo che si sta ricompattando attorno alla figura del sempiterno leader azzurro Silvio Berlusconi. Perfino il Sindaco Emiliano (PD) ha dovuto incoronare con uno striscione l’avvenimento: “Caro Silvio, bentornato a Bari”.
Non sappiamo se i libri di storia parleranno del taumaturgico “effetto Berlusconi”, di sicuro c’è che dopo 19 anni e sei volte candidato per Palazzo Chigi il Cavaliere promette: “Non temiamo nessuno, possiamo battere chiunque. Perfino Renzi è alla nostra portata. Se dovessimo andare alle urne, vi faccio una promessa, sarò il candidato premier”. No, non siamo in una coltre d’illusioni, lo confermano i sondaggi che ancora una volta, ancora oggi, nonostante tutto, danno il PdL nuovamente in testa come primo partito d’Italia. Ognuno legga questi dati, queste riflessioni, a seconda delle proprie inclinazioni politiche. Tuttavia stiamo dando un pragmatico ed oggettivo senso della realtà, quella stessa realtà che i più si ostinano a rinnegare.
In vent’anni di berlusconismo solo Renzi sembra averci capito qualcosa del sale della democrazia: “I dirigenti del mio partito vorrebbero mandare Berlusconi in galera, io invece intendo sfidarlo al voto”. Da quanti anni nessuno più riconosce una legittimità morale al popolo di centro-destra? Da quanto tempo subiamo il pubblico dileggio, il ludibrio come servi del potere? Ora non rappresentiamo il potere, non rappresentiamo nemmeno l’Italia al Governo e nel Mondo. Oggi siamo la fronda, il vero anti-sistema. Quello stesso sistema che ci chiede un passo indietro solo perché l’Annunziata di turno ci ritiene impresentabili. Se è vero che errare è umano ma perseverare è diabolico, sono due le alternative. O l’Italia è un popolo di meschini masochisti che amano non avere un beneficio dalle urne, oppure l’On. Berlusconi ha incarnato davvero il sogno liberale e le speranze di un ceto produttivo stretto nella più verace morsa depressiva del secolo. La parola, ancora una volta, spetterà agli italiani. Chissà le facce incredule di chi si interrogherà su come possa ancora catalizzare cotanto consenso “quel personaggio lì”.
Twitter @andrewlorusso
































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