Berlino apprezza piano Renzi, ma FT critica

Alla vigilia di una settimana decisiva per il presidente del Consiglio Matteo Renzi in Europa, il premier incassa un bel segnale di incoraggiamento da chi da anni detta la politica economica europea, la Germania. E così il portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel interrogato sulle misure per il rilancio dell’economia annunciate mercoledì è arrivato a definire "ambizioso" il piano del premier italiano, rivelando un approccio evidentemente positivo con cui la cancelliera si appresta a incontrare Renzi.

"Il governo tedesco è consapevole dell’ambizioso progetto di riforme del governo di Matteo Renzi. Certamente lo illustrerà alla cancelliera e ne parleranno. Ma non voglio anticipare i contenuti di quel che diranno subito dopo", ha detto Steffen Seibert, portavoce della Merkel. E quelle parole saranno determinanti lunedì prossimo quando i due si incontreranno perché quello che Renzi andrà a dire ai tedesche è che per il 2014 non rispetterà l’impegno di ridurre ulteriormente il rapporto tra deficit e Pil attestato al 2,6% ma che si atterrà esclusivamente al parametro del 3%, usando quei decimi di punto percentuale (quantificati in circa 6 miliardi di euro) a copertura dell’intervento di riduzione del cuneo fiscale Ieri il governo italiano ha registrato l’apprezzamento, per le misure annunciate, della Commissione europea, che come sempre ha sottolineato anche la necessità di rispettare gli impegni assunti nell’ambito del Patto di stabilità e di crescita.

Prima della Merkel il premier italiano vedrà domani all’Eliseo il presidente francese François Hollande e dopo Berlino lo aspetta il Consiglio europeo del 20 e 21 marzo. A tutti Renzi ripeterà la posizione assunta dal nuovo governo: nessuna intenzione di violare gli impegni presi in Europa ma se si continua ad agire solo sulla riduzione della spesa e dei salari è impossibile avere sviluppo e crescita. Da qui il piano di interventi presentati nel Consiglio dei ministri di mercoledì, incentrato su un deciso taglio dell’Irpef sui redditi meno alti, quei già famosi 80 euro in più in tasca a chi guadagna meno di 1.500 euro mensili, che secondo le previsioni del premier dovrebbero contribuire alla rivitalizzazione del mercato interno. Ed è proprio la misura simbolo di questa manovra che non convince affatto uno dei principali quotidiani economici europei.

In un editoriale il Financial Times infatti non usa giri di parole e titola netto: "La medicina di Renzi non curerà l’Italia". Secondo Ft una riduzione delle tasse per chi guadagna poco non aumenterà la competitività del Paese e sarebbe stato meglio concentrare le poche risorse disponibili per aiutare le aziende a essere più competitive in modo da poter abbassare i prezzi dei prodotti che vendono all’estero e assumere più lavoratori. E se il quotidiano economico britannico non disprezza il finanziamento del taglio al cuneo fiscale attraverso riduzioni di spesa e tasse più alte sulle rendite finanziarie, certo non vede di buon occhio il fatto che le risorse necessarie a finanziare il piano Renzi dovranno essere reperite attraverso il debito. E fa una previsione: la richiesta dell’Italia di arrivare quest’anno al 3% del rapporto deficit-Pil "farà rabbrividire i responsabili politici a Bruxelles e Berlino". Previsione scontata e il tour che inizia domani il premier Renzi servirà proprio a far passare la tremarella a burocrati e governanti europei.