‘Solo chi sogna impara a volare’ – di Simona Aiuti

Angelo Ferrazzoli è senz’altro un autore fuori dal comune, per genere, modo di scrivere, e fantasia nel porsi in un universo fatto oggi di effimero, poesia e un pizzico di follia che nella letteratura di oggi non guasta affatto.

Vive a Roma, e ha una formazione giuridico/economica, ma ha sempre manifestato una forte inclinazione per la poesia, la narrativa e la saggistica a quanto pare, e quest’ultima con particolare attenzione alla filosofia e alla psicologia. Quindi, è un italiano del tutto normale, considerando che Andrea Bocelli è avvocato, ma canta, Ferrè era architetto ma faceva lo stilista e Jannacci a fare solo il medico proprio non ci stava, e Antonello Venditti sembra sia ingegnere, ma canta e suona pure lui!

Un bel giorno, nel 2000 Ferrazzoli ha deciso di pubblicare anche una raccolta di poesie in “Orizzonti Esemplari del linguaggio poetico contemporaneo” edito da Libro Italiano Editrice letteraria internazionale con un certo successo, quindi la strada era aperta e ben precisa là davanti da percorrere.

Ferrazzoli sembra essere alla continua ricerca di un percorso esistenziale e di crescita personale che l’ha portato a scrivere un manuale di psicologia divertente, fresco, accattivante, qualcosa che si legge velocemente e che si dovrebbe tenere sempre a portata di mano. Ad un certo punto della sua vita si è dedicato alla scrittura, forse nei ritagli di tempo libero, ma ciò che ha scritto ha un senso, quello che noi spesso cerchiamo girando in tondo.

Nel 2011 si è deciso, si è buttato e ha pubblicato una sua raccolta di pensieri e riflessioni dal titolo “Solo chi sogna impara a volare”, un vero manuale di psicologia dei tempi moderni, in cui parla tra l’altro dell’universo femminile, come solo un appassionato del “genere” sa fare, svolazzando tra un argomento e un sogno, tra un consiglio e una parola ad effetto e forse tenere sul comodino questo manuale/romanzo in crescita e in evoluzione, non è davvero una cattiva idea.

Si tratta di uno scritto che non si può raccontare, non si deve spiegare troppo, ma semplicemente, de’essere nel “carrello” perché quel guizzo in più, quel pizzico di zucchero nel caffè, rende la vita più dolce e fa nascere un sorriso.