Dario Signorini, presidente del Comites di Buenos Aires: “300 euro per la cittadinanza? Un abuso”

Parla il presidente del Comites più grande del mondo, oltre 100mila iscritti AIRE: “Se almeno quei maledetti 300 euro fossero destinati ai Consolati. Invece il personale continua a non essere sufficiente e, per quanti sforzi si facciano, non si arriva mai a coprire la domanda”

Dario Signorini, presidente del Comites di Buenos Aires, intervistato da Tullio Zembo per L’Italiano, parla, tra le altre cose, della realtà che vivono gli italiani residenti in Argentina: una realtà “che ha diverse e importanti sfaccettature, certamente non tutte negative. C’è un grande movimento di risorgimento e di interesse dei giovani italiani, che bisogna guidare e motivare, alla partecipazione alle associazioni, alla storia, al lavoro. Vanno aiutati a conoscere ed apprezzare l’Italianità. Ma ci sono anche i conflitti quotidiani con una rete consolare non assistita dal punto di vista del bilancio dello Stato”.

Come sono i rapporti del Comites con le autorità diplomatiche?

Il Comites difende gli interessi degli italiani residenti all’estero davanti alle autorità, anche quelle argentine e io ho l’onore di rappresentare il più grande ed importante Comites del mondo, con oltre 100 mila italiani iscritti all’AIRE e altrettanti che premono per entrare. Ciò che ci indigna profondamente è che un diritto umano, come è il diritto alla cittadinanza, sia sottoposto ad una tassa, per di più gravosa, di ben 300 euro. 300 euro solo per iniziare la pratica. Se uno ha solo 299 euro non gli si permette nessuna pratica. Capisce? Si tassa un diritto umano.

E le difficoltà burocratiche…

Sì, le difficoltà burocratiche e la mancanza estrema di personale e di risorse. Se almeno quei maledetti 300 euro fossero destinati ai Consolati. Invece il personale continua a non essere sufficiente e, per quanti sforzi si facciano, non si arriva mai a coprire la domanda. E’ molto triste perchè grande è l’aspettativa di vedere finalmente riconosciuto il sacrosanto diritto che deriva dallo ius sanguinis. In questo senso si è espresso il MAIE ed il suo Presidente, On Ricardo Merlo.

Dario Signorini, presidente del Comites di Buenos Aires, durante l’intervista con Tullio Zembo

Lei conosce la “questione” dello ius soli adesso in auge in Italia per decisione del nostro governo?

Certo che la conosco. Si sta tentando una forzatura, una modifica molto radicale che ovviamente io non condivido affatto. Che nessuno del MAIE condivide a partire dai nostri parlamentari, l’on. Merlo, l’on. Borghese ed il sen Zin. Un conto è parlare di assistere ed un altro di riconoscere addirittura la cittadinanza. E oltretutto cercare di farlo in periodo elettorale crea dubbi ed incertezze. Si è già visto col tentativo di riforma costituzionale che non bisogna fare cose affrettate, ma bisogna riflettere bene. (…)

GAZZOLA, QUELL’ODIOSA TASSA DI CITTADINANZA TARGATA PD

Quali sono i progetti per i giovani e la collettività in questo ultimo semestre dell’anno 2017?

Dopo parecchi anni, stiamo nuovamente progettando un congresso nazionale di giovani nel mese di ottobre durante il primo fine settimana nella città di Chapadmalal vicino a Mar del Plata, con circa 400 giovani provenienti dalle 9 circoscrizioni consolari dell’Argentina.

Progetto importante, chi vi aiuta?

Il Comites di Mar del Plata, Fediba e le associazioni provinciali. Inviteremo la nostra ambasciatrice, i Comites, i Consoli.

Nell’intervista, Signorini ha anche parlato del monumento a Colombo: “E’ probabile che prima del 17 ottobre del 2017 il monumento a Cristoforo Colombo possa essere reinaugurato”.

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