Turismo in Italia, tutto esaurito a Capodanno – di Franco Esposito

Alberghi pieni. Pienissimi. Mai vista tanta gente in visita nelle città italiane d’arte. Diecimila persone solo a Firenze. Un successone l’ultimo ponte. È solo un aperitivo, almeno per quanto riguarda Firenze, Napoli e Roma. Il turismo porta ricchezza, soprattutto in Toscana, al centro di un anno in assoluta risalita. Una ripresa prepotente: attesi fragorosi botti per fine d’anno. Il centotredici per cento in più di prenotazioni rispetto al corrispondente periodo dello scorso dicembre. Praticamente più del doppio rispetto al Capodanno 2014. Il botto finale.

Baciata da numeri esaltanti la domenica di quest’ultimo ponte a Firenze: una folla strabocchevole a Boboli, gli Uffizi superati in pompa magna. Il Gran Caffè Gilli, in piazza della Repubblica, termometro della rinascita del turismo fiorentino e in genere nelle città d’arte italiane, ha registrato un significativo 10-20% in più rispetto all’anno scorso. Firenze presa letteralmente d’assalto ad annunciare, come anticipato, il tutto esaurito di fine d’anno. Sarà un problema trovare posto a Firenze.

Piacevole grande sorpresa è stata scritta con inchiostro italiano. Il merito dell’impennata del turismo non è attribuibile, una tantum, ai visitatori stranieri. Trentatremila persone in coda davanti ai siti museali di Firenze, ingresso gratis domenica 7 dicembre. Boboli ha superato gli Uffizi e la lingua più parlata, tra i visitatori in coda, è stata la nostra. La lingua italiana, pressoché in esclusiva. Scene che si sono ripetute ai bar e ai ristoranti.

In materia di prenotazioni per il Capodanno 2015, Firenze batte tutti in Italia. Gli italiani hanno preferito la città capoluogo della Toscana per salutare l’ingresso dell’anno nuovo. Il mercato new style di Firenze ha registrato oltre 10.000 ingressi.
“Mai vista tanta gente in 33 anni di attività”, commenta il direttore Umberto Montano, travolto emotivamente dalla carica di visitatori e consumatori che si è creata all’interno della struttura nel primo ponte di dicembre. Ottomilaseicento visitatori ai Giardini di Boboli, un flusso ininterrotto favorito dalla giornata finalmente non piovosa. Settemiladuecento agli Uffizi, 6.651 turisti alla Galleria Palatina e alla mostra “Le luci di Firenze”. Il grande successo delle visite guidate. Numeri entusiasmanti, Firenze ha davvero fatto boom in questa circostanza: 2.200 visitatori alle Cappelle Medicee, 1.700 al Bargello, un migliaio al Museo Archeologico.

Scrive Reputation Institute: Firenze si conferma prima in Italia e seconda nel mondo tra le destinazioni più ambite per organizzare o partecipare a eventi. Secondo Travel appel Index, Firenze è tra le città italiane quella in cui si parla più di cultura. E la Toscana stessa è la regione d’Italia e forse del mondo più amata dai ventenni. Uno studio Irpet racconta questo dato: i ventenni statunitensi in Toscana producono 3.000 posti di lavoro. Siamo in presenza di una nuova Piaggio.

Alla poderosa spinta economica contribuiscono in particolare le ventenni donne americane; un quarto hanno origini italiane. Vivono a Firenze e in Toscana mediatamente sei mesi l’anno. Perché mai? Amano la cultura, il nostro patrimonio, la nostra arte. E si divertono da morire, statunitensi e canadesi. Nello studio realizzato da Ipert si racconta chi sono questi immigrati, come vivono e come spendono. Il fenomeno è in continua crescita. In Italia pure, ma soprattutto in Toscana e a Firenze.

Nel 2012 sono arrivati in Italia in 19.000. Mediamente portano un valore aggiunto di mezzo miliardo di euro, 544 milioni, per amore della precisione. E danno occupazione a 10.454 persone nelle 150 università italiane. Impressionante è il dato che riguarda solo la Toscana: 166 milioni di euro, grazie alle università Usa. Lo studio è stato commissionato da Aacupi, l’associazione che raggruppa le università nordamericane in Italia. Un lavoro di 160 pagine presentato alla Stanford University nei giorni scorsi.

Boom turistico italiano a Firenze in occasione dell’ultimo ponte, parimenti entusiasmante nei luoghi simbolo dell’Italia: Venezia, Le Cinque terre, Roma, Napoli, Siena. Viaggiano molto gli studenti nordamericani in Italia. E spendono, come se spendono, 1.368 euro al mese a cranio, soprattutto per viaggi, per l’affitto, ristorante e la spesa. Poco invece per  abbigliamento, spettacoli, alcol extra pasti: 108 euro al mese. Queste le cifre: viaggi euro 360,70, il 26,4%; casa euro 328, pari al 24% ; ristoranti euro 159,50, l’11,7% della spesa; supermercati 108,10; abiti 65,40 euro, appena il 4,8%.

Le voci più cospicue di questo business che porta ricchezza in Italia sono rappresentate dall’acquisto di materiale di studio mensile e quanto gli universitari statunitensi e canadesi spendono per il divertimento serale: 4,3%, pari a 59 euro pro capite. Numeri che si spiegano con la concezione che hanno gli studenti turisti non per caso dell’università italiana e dell’Italia.

“Mettono insieme vita accademica a divertimento e permettono una sorta di break rispetto all’università oltreoceano, per aprirsi a nuove culture”. L’ottantasei per cento assicura che tornerà; solo lo 0,6% non tornerà in Italia.

Firenze e Toscana in forte risalita, è ripresa piena, un boom. I dati relativi al flusso turistico nel ponte di dicembre denunciano un’inversione di tendenza. Presto per dire che abbiamo svoltato, ma il cielo sotto questo aspetto non sembra più nero. Se non c’è il solleone, almeno non piove. Pensate a cosa sarebbe l’Italia se abbandonasse la spocchia di essere Paese industriale governata dalle bizze isteriche della politica e si dedicasse a quello che dovrebbe funzionare come insopprimibile vocazione. Il turismo. Con le grandezze che abbiamo e relative connessioni, solo di questo dovremmo campare.