Tour operator sospendono viaggi in Egitto

Lo scoppio della guerra civile in Egitto ha fatto crollare definitivamente le speranze di chi si augurava che la situazione nel Paese, nonostante gli scontri e il sangue degli ultimi giorni, sarebbe tornata in breve sotto controllo. Dopo lo ‘sconsiglio’ di fare viaggi in tutto l’Egitto rilasciato ieri pomeriggio dalla Farnesina, la gran parte degli operatori turistici ha preso in mano la situazione e ha immediatamente bloccato tutte le partenze per il Paese.

I collegamenti aerei per l’Egitto continuano ad essere regolari; in particolare i voli per El Alamein, Sharm El Sheikh, Marsa Matrouh e Marsa Alam, voli che pero’ decolleranno vuoti, nelle prossime ore, per andare a riprendere i nostri connazionali che si trovano in Egitto. Ma oltre a causare un forte danno agli operatori del settore – il numero uno di Astoi Confindustria Viaggi, l’Associazione che riunisce i maggiori tour operator italiani, Nardo Filippetti parla di un danno economico da almeno 40 milioni se la crisi egiziana si chiudera’ nelle prossime 2-3 settimane – lo stop verso l’Egitto, nel pieno della stagione estiva ha in qualche caso provocato caos e disservizi.

A Napoli Antonio Esposito, titolare dell’agenzia Italicantour Viaggi e Vacanze, racconta come stamane circa 200 persone che dovevano partire per l’Egitto nelle prossime ore si siano riversate nella sua agenzia di viaggi (che non ha volontariamente venduto viaggi per l’Egitto da tre mesi a questa parte) chiedendo assistenza e informazioni. "Sono riuscito a far partire una cinquantina di persone per altre localita’, Spagna e Turchia innanzitutto – spiega Esposito – agli altri ho consigliato di fare causa al proprio tour operator che in genere ha promesso loro di rimborsarli ma trattenendo 180 euro, la cifra dell’iscrizione".

"Siamo delusi, amareggiati, la nostra vacanza a questo punto salta", lamenta un piccolo gruppo di turisti romani che stamane si sono presentati all’aeroporto di Fiumicino sperando di partire comunque. "Siamo venuti lo stesso in aeroporto per cercare di partire verso un’altra localita’ – racconta Eros Borghi che aveva prenotato una settimana di vacanza a Marsa Alam, in Egitto, insieme alla compagna e stamane si e’ presentato all’aeroporto di Malpensa – ma purtroppo quelle del nostro tour operator sono al completo e le altre costano troppo. Io sarei partito lo stesso".

Gli operatori turistici, dal canto loro, lamentano la mancanza di una legislazione adeguata per casi come questo. "Basterebbe che ad ogni italiano in partenza in aereo all’estero fossero chiesti 50 centesimi, si otterrebbero 50 milioni in due anni – spiega Filippetti – invece in Italia non c’e’ una legge che tuteli i tour operator: noi compriamo un servizio perche’ il cliente ce lo chiede ma poi se in quella zona in cui il cliente dovrebbe andare, si abbatte un uragano o scoppia una guerra e lui non vuole piu’ partire, il danno e’ tutto sulle nostre spalle. Oggi non ci sono assicurazioni che coprono da questo tipo di imprevisti. Ecco perche’ servirebbe un Fondo di garanzia, che in passato esisteva, ma le cui risorse sono state spesso utilizzate per altri scopi".

Negli ultimi 10 anni ben 50 tour operator italiani hanno chiuso a causa della crisi economica, e dunque dei profitti sempre piu’ bassi, ma anche delle guerre, degli uragani, degli tsunami che si sono abbattuti nel mondo e che hanno costretto gli operatori a modificare la ‘geografia’ delle vacanze per i loro clienti. "La stessa Farnesina – conclude Filippetti, riferendosi al caso Egitto – non e’ in grado di riportare a casa tutti gli italiani che si trovano in questo momento nel Paese. Possiamo farlo noi, che lavoriamo da anni per questo settore ed abbiamo i mezzi e l’esperienza ma il costo non puo’ ricadere tutto sulle nostre spalle: lo Stato ci sostenga con, per esempio, deroghe sulle tasse o istituisca subito il Fondo di garanzia". Intanto il Codacons annuncia un’azione collettiva in favore degli italiani – circa 20mila – rimasti bloccati in questi giorni all’interno di resort e strutture ricettive dell’Egitto. "I ritardi del ministero degli Esteri nell’inserire l’Egitto tra le destinazioni sconsigliate sono gravissimi e ingiustificati, perche’ hanno spinto migliaia di italiani a recarsi nel paese per ritrovarsi ora reclusi all’interno di villaggi e hotel – afferma il Codacons – e per questo motivo stiamo predisponendo un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro la Farnesina, finalizzato a far ottenere rimborsi e risarcimenti a quei turisti italiani in vacanza in Egitto, che hanno visto irrimediabilmente rovinata la propria villeggiatura".