Nella mattinata di mercoledì è stato fermato dalla Digos di Campobasso un cittadino somalo. L’accusa è pesantissima: istigazione alla commissione di delitti con finalità di terrorismo. L’uomo, un imam di 22 anni richiedente asilo, era ospitato in una struttura d’accoglienza in provincia di Campobasso. Secondo alcune intercettazioni ambientali all’interno del centro, il somalo avrebbe inneggiato ad azioni terroristiche da compiersi Roma.
Infatti l’imam non solo nei propri sermoni inneggiava agli attentati in terra francese e pregava per gli attentatori, ma cercava di convincere altri migranti a commettere azioni terroristiche. "Cominciamo dalla stessa Italia, andiamo a Roma e cominciamo dalla stazione" diceva il giovane cercando di convincere gli altri migranti, o anche: "La guerra ancora continua, Charlie Ebdo era solo il precedente di quello che sta succedendo adesso" e "c’è una strada più semplice, quella di attrezzarsi e farsi saltare in aria, che è la via più semplice".
Il procuratore capo di Campobasso Armando D’Alterio ha spiegato in conferenza stampa che "abbiamo un riscontro tecnico preciso circa la possibilità che stesse organizzando un attentato a Roma": il somalo prima dell’arresto progettava di fuggire dal centro per tornare in Libia ad addestrarsi per poi tornare a Roma per mettere in atto un attentato terroristico.
RISVOLTI POLITICI La notizia ovviamente ha scatenato le reazioni politiche, in primis quelle dei leghisti. "Renzi complice – tuona Matteo Salvini – Se fossi al suo posto, controlli a tappeto ed espulsioni di massa. Gli italiani sono a rischio per colpa di Renzi e Mattarella". La risposta del governo è affidata a un tweet del ministro dell’Interno Angelino Alfano: "Arrestato a Campobasso giovane imam somalo, presunto terrorista. Ancora una volta nostro sistema di #prevenzione ha funzionato. Guardia alta".






























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