Con i sindaci italiani che rappresentano la nouvelle vague della politica italiana, siamo proprio alla farsa mediatica che ricorda tempi tipicamente italici, come le mietiture a petto nudo nella pianura Pontina, come le inaugurazioni ed i tagli dei nastri nella settimana Incom, o le feste di piazza “panem et circenses”…
Ora, utilizzando i social network, Facebook, i giornali amici, le Tv amiche ed il solito paparazzo che è sempre lì pronto, disponibile, in città è molto facile avere il momento di gloria quotidiano ad uso della stampa. A Roma, il sindaco Marino appare generalmente con due foto giornaliere sui quotidiani che lo riprendono in bici, semper ridens, con caschetto e fascia, che passeggia al Colosseo, che “ripiantuma” alberi con vanga (e fascia stirata), che arriva in bici – dopo la salita al colle – al Quirinale (senza una goccia di sudore), e che va addirittura a trovare l’opposizione di destra che festeggia qualcosa (l’importante è festeggiare).
A Firenze, Renzi, invece, è sarcastico, velenoso però scamiciato, informale, goliardico: è un Pierino cinematografico a cui è permesso, come da copione, sproloquiare, insultare da buon “tosco” con battutacce dialettali – c’è sempre qualche reporter che immortala la rottamazione, la spompa, l’asfaltatura. Sono costoro il futuro della politica italiana? Qualche italiano medio ha invocato: “Aridatece Andreotti e Berlinguer!”.
Qualcuno durante le ultime elezioni ha votato Grillo, pensando (come si fece con Cicciolina) di mandare un segnale ai politici, ma si è trovato con un gruppo di esaltati marziani che votano su comando da cellulare. La prossima volta penso che l’affluenza di voto non supererà il 30%, cioè i familiari di quei giocherelloni e qualche esaltato ideologicamente! “Governare l’Italia è inutile” – disse qualcuno (quantomeno esperto marpione…).
































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