Senato, Delrio: paletti fondamentali vanno assolutamente rispettati

Gli italiani "saranno assolutamente sorpresi. Faremo scelte di discontinuità. Stiamo valutando con grande attenzione energie nuove, senza disperdere quelle migliori già presenti. Scelte basate sull’orgoglio delle grandi aziende che vanno bene e che meritano uomini migliori e sulla meritocrazia". Lo afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio in una intervista ad Avvenire nella quale confida che con il premier si sono messaggiati fin dall’alba, alle 6, "per fissare la prossima sfida", "affrontare in maniera frontale il tema della Pubblica amministrazione, la semplificazione, l’Agenda digitale. E’ tutto complicato, ma tutto va fatto".

Renzi "da fuori pare uno arrogante, e invece Matteo ha un’attenzione quasi maniacale alle persone. Lo chiamo Mosè e lui è realmente come Mosè quando dice a Dio ‘non mi separare dal mio popolo’. Matteo sta con il suo popolo, ha una capacità di ascolto che non gli viene riconosciuta. Ha fatto sempre così e continuerà a farlo".

"Abbiamo dimostrato di aver fatto un Def prudente e pesante, che si fa carico di una situazione ancora complessa, con una ripresa che non ha la forza che ci si aspettava. Lo 0,8% di crescita indicata per il 2014? È un valore m cui non sono del tutto inserite alcune dinamiche economiche: la ripresa dei consumi, degli investimenti, il ritorno degli investitori esteri. Se noi mettiamo 6,7 miliardi nelle tasche degli italiani, spero che almeno una parte – fosse anche un 10% ritorni in consumi e in imposte".

Nell’intervista Delrio spiega inoltre come avverrà l’estensione del bonus agli incapienti, sotto gli 8mila euro: "Nelle nostre intenzioni dovrebbe essere contemporanea al pagamento degli 80 euro in busta-paga. Stiamo vedendo come realizzarlo, tecnicamente è una cosa complessissima".

E spiega come intendono riuscire a fare tutto restando nei 6,7 miliardi: "Ci sarà una caduta più netta dei beneficiari delle detrazioni Irpef maggiorate di 80 euro. Cioè, oltre la soglia dei 25mila euro la spalmatura sarà molto ristretta, senza ampliare la platea degli ammessi allo sgravio. Pagano di più le banche. Non saranno felici. Ma abbiamo posto rimedio a un’aliquota privilegiata che non aveva giustificazione".

Aggiunge che la Tasi a giugno non annullerà le detrazioni Irpef: "No, è fuori discussione. Abbiamo lottato per fissare l’obbligo che, se un Comune aumenta le aliquote, sarà costretto a ripristinare le detrazioni. L’abbiamo voluto perché altrimenti la Tasi rischiava di essere una tassa con problemi di iniquità altissima. Invito con forza i Comuni a tra sformarla, con le detrazioni, m una tassa equilibrata". E inoltre sostiene che "dopo il lavoro su Irpef e Irap, penso che il governo dovrà dare un segnale fortissimo per coloro che hanno un reddito reale inferiore rispetto agli altri nuclei. I figli sono un bene pubblico, più aumentano più si pagano contributi, più crescono i consumi. Ma sui tempi non sono in grado di fare promesse. La famiglia, in ogni caso, sta bene se sta bene il Paese, se c’è occupazione. E’ l’insieme delle condizioni che crea un habitat loro favorevole".

Senato? "I paletti fondamentali vanno assolutamente rispettati. Il Senato non potrà più essere elettivo anche perché c’è una cosa su cui non si sta riflettendo abbastanza: l’elezione diretta porta sempre con sé un pericolo di sovrapposizione delle funzioni, il bicameralismo non si supera così". 

Commentando il ddl Chiti: "Non facciamo che la riforma non sia più una riforma. Se la mettiamo in discussione nei punti essenziali, la riforma non avrà alcun effetto e questo proprio non si può accettare" ma "sul numero dei parlamentari, si può ragionare. Noi abbiamo fatto una proposta leggibile e non può perdere la sua chiarezza. Se poi vogliamo giocare al rialzo, riducendo anche i deputati, per noi va benissimo. Fa parte della libera discussione del Parlamento". E sul dialogo con Berlusconi dice: "E’ un politico come tutti gli altri. E’ credibile quando rispetta gli accordi che si fanno, non lo è quando si sottrae. Finora è stato al punto e, dunque, è stato credibile, i fatti diranno se continuerà a esserlo. Ma la scelta di scrivere le regole insieme era e rimane giusta e prescinde dalle persone che hai davanti".