Se rinunciamo alle nostre tradizioni vince il terrore – di Antonio Gabriele Fucilone

Non posso dire di non essere sconcertato dalle parole del vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, il quale, in merito alle polemiche scoppiate riguardo al caso di presidi ed insegnanti di varie scuole che hanno vietato di fare festeggiare agli alunni nei loro plessi il Natale "per rispetto verso le altre religioni", ha detto di essere disposto a fare dei passi indietro sulle nostre tradizioni, per "mantenere la pace e l’amicizia". Sul mio blog "The Candelabra of Italy", ho anche scritto una lettera aperta al prelato, con la quale ho contestato sue le tesi.

Per la cronaca, monsignor è anche mio conterraneo della Provincia di Mantova ed è stato parroco di Porto Mantovano e aveva collaborato anche alla redazione del libro "Instrumentum laboris", il libro Sinodo diocesano della Chiesa Mantovana. Se i prelati stessi incominciano a dire che "in nome del dialogo" si debbono fare passi indietro, non facendo più processioni patronali e togliendo presepi e crocifissi, è finita. E’ la fine. Lo dico a chiare lettere: l’Occidente, con la sua civiltà liberale, i suoi diritti e le sue radici culturali giudaico-cristiane, è finito.

Anzi, dirò di più e forse qualcuno potrebbe scandalizzarsi. Questo arretramento culturale è la vittoria del terrorismo.

Il terrorismo vuole mortificare i nostri valori. Ad oggi, lo dico fuori dai denti, mi fanno più paura coloro che dicono cose simili a quello che dicono persone come il preside della scuola di Rozzano, in Provincia di Milano, che ha vietato di festeggiare il Natale "per rispetto verso le altre religioni", o il vescovo di Padova che i terroristi stessi. La cosa grottesca è anche il fatto che molti degli stessi musulmani hanno detto di non avere nulla contro il presepe ed il crocifisso. Questi arretramenti culturali ci porteranno alla rovina. Infatti, ogni arretramento della nostra cultura è una vittoria per il terrorismo.

Noi dobbiamo reagire. Dobbiamo riappropriarci delle nostre radici culturali e storiche, che (può piacere o meno) contemplano anche la radice giudaico-cristiana. Pensiamo al fatto che al centro di ogni nostra città e di ogni nostro paese vi sia una cattedrale o una chiesa. Ogni mattina, il primo suono che si sente è quello delle campane delle chiese. Per questo, le parole del vescovo di Padova sono sconcertanti. Il miglior modo per distruggere una civiltà non è uccidere il popolo con le armi ma togliere a quest’ultimo i valori, gli usi e la cultura.

Termino augurando auguri di buon Natale a voi di "Italia chiama Italia" e agli italiani nel mondo.