Se gli immigrati gettano il nostro cibo e pretendono wifi gratis – di Simona Aiuti

Da anni l’Italia fa fronte a un’emergenza/esodo terribile, che ora sta tracimando in Grecia e attraverso i Balcani mentre l’Europa sta a guardare. Non esiste una strategia coesa e condivisa, probabilmente perché gli occidentali sono troppo “miopi” e non vogliono mettere a fuoco l’origine del problema, ovvero mettere in moto una strategia di politica estera in Africa e in Medio Oriente, dove dittatori folli e guerriglieri/terroristi/guerrafondai fanno il bello e il cattivo tempo da troppo e oramai questa sembra essere la normalità. 

Mentre noi italiani fatichiamo da anni, chiedendo inutilmente una mano all’Europa, protestando e facendo notare che il “problema” è europeo, con Germania, Inghilterra e Francia che facevano spallucce, ora che costoro stanno “assaggiando” un po’ di questi guai direttamente, sono loro a reclamare aiuti al più presto.

Le nostre forze della Marina Militare sono impegnate giorno e notte a salvare barconi in difficoltà, a volte pieni di cadaveri, mentre i centri di prima accoglienza sono al collasso e gli enti locali obbligati a ospitare migliaia d’immigrati in situazioni locali che si sono fatte bollenti come polveriere.

Ironia della sorte, molti presunti disperati, dicono che pasta e carne non vanno bene e non solo li rifiutano, ma li cestinano! Abbiamo ancora davanti agli occhi le foto scattate al Centro di primo soccorso di Pozzallo: cassonetti della spazzatura stracolmi di decine e decine di portate di cibo ancora avvolte nel cellophan che hanno fatto tremare i polsi agli italiani.

Pasta, carne e frutta: tutto pagato dai contribuenti e finito nell’immondizia. Ma questa gente non era disperata e affamata? E se in Italia si mangia così male, perché ci hanno fatto l’onore di farci visita a carico nostro? Rifiutano alberghi se non c’è la rete libera cui connettersi e perché? Devono parlare con i parenti in ogni momento? Non sarà invece che c’è una strategia dietro? Non sarà invece che chiamano altri migranti perché in Occidente hanno tutto ciò che gli serve e gratis?

L’accusa di razzismo direi di rimandarla alla svelta al mittente, poiché noi italiani siamo sempre stati un popolo di viaggiatori e migranti, ma ci siamo sempre adattati, abbiamo viaggiato alla luce del sole, e siamo entrati in paesi come gli Stati Uniti in modo controllato, messi in quarantena, perché chi ha bisogno e voglia di lavorare non fa tanto lo schizzinoso.

Come possono i nostri politici pensare solo lontanamente che ignorare le guerre civili e le varie dittature africane possa portare a qualcosa di buono. Omar Hasan Ahmad al-Bashir, Presidente del Sudan, il più grande Stato africano, tristemente celebre per il fatto di essere stato teatro di una guerra civile che ha dilaniato il paese per venti anni, causando due milioni di vittime e quattro milioni di profughi, non è un problema risolto. Oppure Robert Mugabe, l’attuale leader del partito Zimbabwe African National Union (ZANU), dal 31 dicembre 1987 Presidente della Repubblica dello Zimbabwe che pare abbia impedito l’arrivo di aiuti umanitari anche a paesi confinanti con cui è sempre in guerra.

In Siria quattro anni di guerra, prima tra i ribelli e il regime di Bashar al-Assad, poi l’avanzata dei jihadisti dello Stato Islamico stanno provocando un’emorragia umana. Il capitolo Medio Oriente poi, tra ISIS e guerre civili mai sopite in Somalia, Eritrea, ridotte all’osso, è una ferita aperta da cui tracima gente che fugge a frotte, persone di cui gli inglesi si accorgono solo quando si trovano costretti a difendere il canale della Manica.

Un muro, un po’ di filo spinato e tante chiacchiere non fermeranno questa gente dal fuggire. Perché un dittatore viene fatto capitolare e tanti alti no? Non sarà invece che si stanno proteggendo interessi economici da qualche parte? Mbasogo, presidente della Guinea Equatoriale, sguazza nel denaro dei petrolieri americani e il suo popolo affoga nella povertà.