Scuola, Giannini: nessun congelamento del piano di immissioni in ruolo

"Non ci sarà alcun congelamento del piano di immissioni in ruolo attualmente in corso, il piano prosegue e non vi sarà alcuna ripetizione delle fasi già concluse". Lo afferma il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, in una intervista al Corriere della Sera, intervenendo sugli insegnanti precari da assumere. E ribadisce: "Quindicimila docenti stabili in più. Altri 55 mila entro metà novembre per il potenziamento dell’autonomia. E poi ci sono i 29 mila che già hanno firmato la lettera di assunzione: abbiamo fatto quello che tanti governi non hanno mai fatto e stiamo dando stabilità ad un mondo da anni abituato all’instabilità".

Ci saranno altri ricorsi, come nel caso dei diplomati magistrali, il ministero dell’Istruzione se li aspetta, ma, puntualizza Giannini, "non vi sarà alcuna ripetizione delle fasi già concluse".

Sui centomila precari in fase di immissione quindi il ministro sottolinea: "Non nascondo un certo orgoglio". Tuttavia ammette che "su certe classi di concorso non ci sono abbastanza docenti a disposizione, è vero, ma dal prossimo anno avremo l’assetto definitivo con ognuno al suo posto e nelle giuste materie grazie al concorso nazionale che verrà bandito entro il primo dicembre, sarà l’unico modo per arrivare all’insegnamento e servirà per scegliere i docenti che mancano: dal 2016 la scuola avrà tutti gli insegnanti che le servono".

"Dai sindacati ci aspettiamo una collaborazione per la realizzazione della riforma: si mettano al tavolo con noi e ci aiutino. Basta con il bandierone della contestazione, decidano se vogliono partecipare al cambiamento o restare fuori dalla porta". "Se ci saranno degli errori, li vedremo strada facendo e li correggeremo, ma siamo solo al primo passo, questo è un grande cambiamento per la scuola che richiede anni!”. Il ministro smentisce inoltre che la teoria gender entrerà nelle scuole: "Lo dico una volta per tutte: la Buona scuola non contiene alcun riferimento alla teoria gender, chi lo dice non ha letto la legge che parla solo di educazione alla parità".