Pd, Rossi: io l’anti-Renzi? Prima ricompattiamo il partito

"Tanto la Sieve che l’Era sono fiumi affluenti dell’Amo", "l’importante è che si sia tutti affluenti della sinistra". Così il presidente della Toscana Enrico Rossi, da più parti indicato come il possibile sfidante di Renzi al congresso del 2017, in una intervista alla Stampa . "Prematuro" taglia corto l’esponente del Pd il quale chiede perà a tutti uno sforzo per ricomporre il partito: "La nostra base non fa che chiedere di evitare scontri e prove di forza. A cominciare, alla ripresa, dalla questione cruciale del Senato", "c’è stata una proposta del ministro Martina per un’elezione in qualche modo partecipata: mi sembra una soluzione, non sono d’accordo con chi dice in maniera un po’ sprezzante che piuttosto sarebbe meglio non fare nulla", "da oltre 30 anni discutiamo del superamento del bicameralismo perfetto", "a un certo punto arriva anche la necessità di chiudere. Non farlo sarebbe una iattura" e "rischiamo una divaricazione per cui o si è con Renzi o contro Renzi" e "ricordo che i mali della sinistra, come la subordinazione alla destra europea e al liberismo, non nascono con Renzi".

Infine chiede "al governo, più sobrietà nel comunicare i risultati, attenzione a non rappresentare il Paese diverso da quel che è. Alla minoranza, più disponibilità, a volte sembra animata da un pregiudizio. Da presidente di Regione dico che questo governo ci sta provando, davvero".