Sciopero generale, scontri a Milano e Torino

"Così non va": questo lo slogan dello sciopero generale indetto da Cgil e Uil contro il Jobs Act e la legge di stabilità, che ha creato disagi in tutte le città. Lungo lo Stivale sono stati organizzati cortei e manifestazioni in oltre 54 piazze e secondo le prime rilevazioni di fonte sindacale l’adesione allo sciopero è stata molto alta, oltre il 70%. Notevoli disagi anche nei trasporti, con cancellazioni di voli in tutti gli aeroporti, da Fiumicino a Malpensa, mentre nel trasporto ferroviario è rimasto fermo il 48% dei convogli non garantiti.

Non sono mancati neanche momenti di tensione, con scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, in particolare a Torino e Milano (qui il bilancio parla di 11 feriti tra poliziotti e carabinieri). Proprio nel capoluogo piemontese, nel corso del comizio in piazza San Carlo, è intervenuta la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, sottolineando come sia "una scelta del governo se continuare a innescare il conflitto oppure se scegliere di discutere. Deve essere chiaro che noi non ci fermiamo. Continueremo a contrastare le scelte sbagliate per avere una prospettiva di lavoro in questo Paese".

"Noi veramente vogliamo cambiare l’Italia, non a parole" ha affermato invece il leader della Uil Carmelo Barbagallo dal palco della manifestazione romana, dichiarando la volontà di continuare la mobilitazione contro le politiche del governo: "Noi facciamo andare avanti il Paese. Non ci rassegniamo, mi fa piacere che ci sia l’Anpi, faremo la nuova Resistenza contro coloro che pensano di poter fare a meno dei corpi intermedi, dei sindacati".

In merito allo sciopero generale è intervenuto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita a Torino: "Non entro, ovviamente, nel merito delle ragioni degli uni o degli altri. Mi auguro che si discutano sia le decisioni già prese, come quella della legge di riforma del mercato del lavoro, sia da prendere, soprattutto per il rilancio dell’economia e dell’occupazione in un contesto europeo, che si trovi la via di una discussione pacata".