Sanità, Lorenzin a Zaia: ora non si può cadere dal pero

"Luca Zaia mi chiede di mandare dei veneti a commissariare la sanità delle altre regioni. Io ho mandato in giro diversi lombardi, spero non si offenda. E’ sempre Lombardo-Veneto, no?". Così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in una intervista al Corriere della Sera, replica al governatore leghista che difende la sua regione, "virtuosa ma punita", dai tagli sulla sanità.

E aggiunge: "Non si può cadere dal pero", "le misure sulla sanità sono state decise insieme alla Conferenza delle Regioni. E lì, negli ultimi anni, il Veneto ha avuto la presidenza della commissione salute, la Lombardia della commissione Bilancio. Sono queste due Regioni che di fatto hanno deciso la linea, compreso il taglio da 2,3 miliardi di euro su cui sono stata sempre contraria e di cui si discute adesso. Un accordo chiuso da tempo, anche se ora tutti si stracciano le vesti".

Inoltre aggiunge: "Ricordo che nell’ultima legge di Stabilità sono state sempre le Regioni a rinunciare ad un aumento di 2 miliardi del fondo sanitario che avrebbe praticamente compensato questa riduzione. Hanno preferito usare quei soldi per altre voci di spesa. Legittimo però facciamo attenzione: se non si fanno le riforme con il finto alibi dei tagli, poi i tagli arrivano davvero. E anche più pesanti".