Salvini, fermare l’Italia per tre giorni e mandare a casa Renzi

(RONCHINI)- Matteo Salvini in Piazza Montecitorio | Matteo Salvini in Piazza Montecitorio

Attacca la Chiesa e annuncia una "serrata, più che uno sciopero" di tre giorni per fermare l’Italia in segno di protesta contro il Governo Renzi. Il leader leghista Matteo Salvini, intervistato da Repubblica, affronta con una provocazione l’emergenza immigrazione, spiegando che secondo lui "è in corso una guerra tra poveri: l’anno scorso ci sono stati 70 mila sbarchi, senza la Lega la gente si farebbe giustizia da sola".

Dopo aver lodato l’ungherese Orbán, "un premier che ha saputo dire dei no all’Europa, alla troika, al Fondo monetario, e guarda caso è uno dei paesi che crescono di più", Salvini spiega che il blocco di tre giorni non sarà l’unica manovra anti-governo: "Insieme ai nostri sindaci e presidenti della Regione stiamo studiando anche il modo di rimandare il pagamento delle tasse".

Dunque una serrata ma "non tanto per fare casino": "Una disobbedienza pacifica" e "costruttiva". "Organizziamo il dissenso con un obiettivo preciso – conclude Salvini – contro le reazioni di singoli che davvero potrebbero sfuggire al controllo. La gente più moderata possibile, oggi, è disperata".

All’idea di Salvini replica Renato Brunetta, capogruppo azzurro a Montecitorio: Salvini vuole "bloccare" l’Italia per tre giorni. Sarete con lui? "Rispondo a titolo personale: noi abbiamo una nostra linea e lanceremo da settembre questa doppia strategia per coinvolgere l’Europa su immigrazione e crescita". Intervistato dal Tempo, continua: "Fermare l’Italia per tre giorni a cosa serve? Io farei piuttosto una marcia su Berlino, perché la chiave di tutto è la Germania. E questa marcia dovrebbe partire dal Parlamento, con un forte mandato delle Camere al premier pro tempore. Questa sarebbe una cosa seria. Il resto è propaganda", conclude Brunetta.

Intanto il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani, critica, in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, l’affondo del leghista Salvini su Chiesa e migranti. Secondo l’esponente forzista, "la politica dei respingimenti si è dimostrata fallimentare: chi parla per slogan, come lui e Grillo, ha gioco più facile nell’immediato rispetto a chi cerca risposte politiche per risolvere una questione drammatica". Per Romani "si devono innanzitutto organizzare ponti umanitari e centri di accoglienza per i siriani che scappano dalla guerra: sono persone che vanno aiutate a tutti i costi". Per aiutare chi scappa dalla povertà, l’ex ministro sostiene invece "un’azione politico-militare concordata con il governo libico per smantellare l’organizzazione criminale che sta dietro gli scafisti. Anche utilizzando l’esercito per mettere fuori uso i barconi nei porti". Infine una bocciatura per l’esecutivo, la cui risposta all’emergenza immigrazione viene definita da Romani "totalmente inadeguata": "Insieme allo stallo economico, è il primo problema italiano. Non capisco perché Matteo Renzi, che si occupa di tutto, tralasci totalmente la questione".

Il presidente della Commissione Esteri del Senato, Pierferdinando Casini, in un’intervista al Gr1, risponde a chi gli chiede se concordi con Matteo Salvini quando afferma che la Chiesa sta alzando troppo i toni contro la politica sui problemi dell’immigrazione: "Mi sembra che stiamo assistendo a un’estate di stupidari collettivi. Salvini sta facendo demagogia, ma con lui non si risolverebbe uno solo dei problemi dell’immigrazione. D’altronde la Lega ha già gestito il ministero dell’Interno e i problemi sono rimasti uguali. Troppo complessi per semplificazioni inutili". "Papa Francesco, la Conferenza episcopale italiana, i preti, i vescovi fanno il loro lavoro, fanno il loro mestiere; curano le anime di tutti noi dicendoci anche le cose sgradite. Quando la politica vuole sindacare la libertà della Chiesa – conclude Casini – arriva sempre su un terreno che non è certo produttivo".