Sagra dell’uva a Zagarolo, tra vino a cultura – di Beatrice Boero

Arte e folklore a Zagarolo. La 72°Sagra dell’Uva quest’anno ha un protagonista d’eccezione: Enrico Benaglia. L’inaugurazione della kermesse si terrà venerdì 2 ottobre, alle ore 18, nell’ala ovest di Palazzo Rospigliosi appena restaurata ed inaugurata, e proseguirà fino al 4 ottobre.

L’artista di fama Enrico Benaglia firmerà e donerà al pubblico  le preziose riproduzioni del suo pastello dal titolo “La volpe e l’uva”, espressamente disegnato per diventare immagine ufficiale  e promozionale  della 72° Sagra  di Zagarolo. Nella Sala delle Feste, non mancheranno visite guidate alla scoperta dell’arte e dell’architettura rinascimentale  di Palazzo Rospigliosi. Al termine vi saranno momenti di sosta e degustazione di vini, di conoscenza delle produzioni locali, e la lettura di versi dedicati all’uva ed alla sagra.

La manifestazione è curata dalla Biblioteca Comunale G. Coletti, ed è fatta di ricordi e tradizioni che sono la cultura del territorio. Il Maestro Benaglia, infine, presenterà l’originale della sua opera, diventando protagonista della grande Festa di una intera cittadina. Rappresenterà in modo personale un evento, riaccostando la storia di oggi ad una manifestazione del passato per renderla, ancora una volta, indimenticabile ed unica.

Benaglia viene definito come uno dei più grandi rappresentanti di quel “realismo visionario”. Nel panorama artistico nazionale è il principale rappresentante della pittura che nasce dall’individuazione di un’iconografia originale e simbolica, legata al mondo favolistico e mitologico. Per l’occasione ha scomodato il grande Esopo con la sua famosa e significativa favola   “La volpe e l’uva”.

Nell’antica Grecia questa sagra aveva un culto di grande festa. Nei poemi classici, la vite e il vino sono stati solennemente celebrati perché il vino era considerato un dono speciale delle divinità. Nel mondo greco il saper produrre vino di qualità era segno di cultura e civiltà. La penisola ellenica, madre della civiltà occidentale moderna, ha avuto il merito di diffondere la cultura del vino, la cosiddetta “bevanda di Dioniso”, nel resto dell’Europa. Il termine “Sagra”  è l’evoluzione volgare del termine dotto “Sacra”, che i Latini usavano per indicare cerimonie sacre celebrate con solennità. A Zagarolo, la prima sagra dell’uva conosciuta nella forma attuale risale all’anno 1930. Una lunga interruzione, dall’anno 1940 al 1952, fu causata dai tragici eventi bellici.