Roma, Storace (La Destra): incostituzionale sottrazione poteri a Capitale

"Ci sara’ un consigliere comunale, uno solo, pronto a ricorrere al Tar e alla consulta contro l’innegabile e smaccato eccesso di potere?". E’ quanto chiede, in una nota, il segretario de La Destra e vicepresidente del consiglio regionale del Lazio Francesco Storace. "Marino – aggiunge – si dice felice, spensierato com’e’. Zingaretti, come al solito, annuisce ad ogni trovata di Renzi. Dovrebbe invece ricorrere anche lui alla Corte costituzionale contro i provvedimenti di governo. Con chi discutera’ i provvedimenti per Roma, con Marino o Gabrielli? Un pasticcio mai visto”.

“In pratica, a Roma da ieri abbiamo un sindaco prestanome, per soppiantare il quale hanno applicato una sorta di ‘metodo Buzzi istituzionale’. Il ras delle cooperative – aggiunge Storace sul Giornale d’Italia – si vantava di avere il Campidoglio in mano senza bisogno di arrivare al Sindaco. Il quale se ne gloriava – ‘con me non ci parlano’ – senza rendersi conto che era semplicemente la certificazione dell’incapacita’ conclamata di intendere, volere e governare. Renzi ha fatto lo stesso, non ha bisogno di parlarci. Anziche’ sciogliere il Comune di Roma, il governo ha tolto poteri alla citta’: i commensali del boss della 29 Giugno, premier in testa, calpestano la Costituzione. La Carta prevede da qualche anno maggiori poteri per Roma Capitale: il clan di palazzo Chigi, grazie alla cocciutaggine di un Sindaco che non ne vuole sapere di mollare l’adorata poltrona, affida invece la guida sostanziale della citta’ al Prefetto assieme ad altri piu’ affidabili soggetti istituzionali, a partire dal presidente dell’Autorita’ anticorruzione, Cantone. Doveva avere autonomia, Roma – conclude Storace – la perde a favore dello Stato".