Roma, Sel contro il manifesto dei marò italiani all’estero – di Roberto Pepe

La cosa più penosa a cui si possa assistere, da parte di chi gestisce o che rappresenta la cittadinanza italiana, è la politicizzazione dei sentimenti umani, mercificandoli ad uso di una parte politica. Poiché a porre lo striscione che richiede la liberazione dei due Marò detenuti in India, al Campidoglio, sono stati i rappresentanti della vecchia amministrazione di centrodestra, l’attuale capogruppo di SEL del Campidoglio inveisce contro costoro rimproverandoli di essere stati colti da un improvviso “rigurgito nazionalista ipocrita”, in quanto quelli che vogliono far liberare sono “militari”  – tra l’altro denunciati per omicidio -, mentre ci sono migliaia di altri detenuti italiani nelle carceri straniere a cui pensare…

Il sensibile partigiano di Sel romano aggiunge inoltre – da bravo politico italiano – che bisognerebbe, piuttosto, pensare alle famiglie dei poveri pescatori indiani deceduti, colpevolizzando tra le righe, in anticipo, i Marò, abbandonandoli al proprio destino.

Qui ci troviamo ancora di fronte alla mentalità distorta fondamentalista del becero vetero-comunismo pre-caduta muro, secondo cui i “militari” (che tra l’altro servono l’Italia commerciale nel mare: una nave italiana è un pezzo d’Italia) sono tutti fascisti di destra guerrafondai, non degni di avere uno striscione appeso al Municipio della Capitale d’Italia, come è stato fatto per molti altri – anche stranieri – fino alla soluzione del loro problema all’estero. Spero solo che le varie associazioni d’Arma facciano sentire la propria voce in merito. Sel: vergogna!