Ritorna Forza Italia – di Marco Zacchera

Le cronache informano che è rinata Forza Italia (si presume al posto del PDL), con relativa campagna estiva di affissioni e propaganda. Auguri al nuovo partito, ma spiegatemi, perché altrimenti non capisco. Quando nasce una formazione politica dalle ceneri di un’altra – nella quale erano confluiti diversi soggetti politici e che si è presentata agli elettori chiedendo voti ancora solo pochi mesi fa – eletti ed elettori dovrebbero poter discutere seriamente su queste cose. Decisioni di questa importanza le si dovrebbero infatti prendere in un congresso o almeno in una assemblea degli eletti e comunque ascoltando il parere degli associati, dei quadri, dei simpatizzanti… nulla. Non parliamo di nomine e leadership perché sono già scontate, ma almeno un cenno, un coinvolgimento, ascoltare un parere, mandare una mail, una circolare informativa… nulla.

Vediamo e ironizziamo sul PD lacerato dalle polemiche, ma almeno lì si parla, si discute, si propone, magari si litiga su primarie, leadership e congresso, si prova insomma a fare quello che qualcuno una volta chiamava “far politica” e cioè comunque un dibattito, mentre amaramente dobbiamo prendere atto che “di qua” questo non si usa più, neppure per salvare le forme. 

Non mi pare un gran bell’inizio, ma staremo a vedere senza preconcetti. Certo che il nuovo/vecchio simbolo di FI richiamerà, anche localmente, antiche amicizie con veloci ritorni alla casa-madre e conseguenti orfani lasciati soli sul campo. Ciò forse servirà di lezione a chi è corso dietro – forse con un po’ troppa fretta e poca esperienza – a chi, al netto delle chiacchiere, pensa e pensava soprattutto al proprio futuro.