Repubblica Dominicana, 500mila haitiani rischiano di essere ‘deportati’

Sono quasi 500mila i dominicani di origine haitiana e giuridicamente apolidi che rischiano di dovere lasciare il Paese e tornare, già a partire da oggi, a Haiti. La 22enne Yesenia Origine, che non è mai stata a Haiti, è una di loro. Nata nella città dominicana di San Pedro de Macoris da genitori haitiani, Yesenia non ha i documenti per provarlo e adesso, come migliaia di altre persone, teme di essere ‘deportata’ nel Paese vicino.

Scade oggi infatti il termine per le circa 500mila persone senza documenti che vivono nella Repubblica Dominicana per registrarsi dalle autorità governative. Nel frattempo, proprio al confine con Haiti, le autorità dominicane avrebbero predisposto autobus e centri di smistamento, suscitando il timore che molti degli haitiani che vivono nel Paese possano essere cacciati. "Se mi mandano lì non so cosa farò", ha affermato Origine.

Ma perché decine di migliaia di dominicani di origine haitiana sono apolidi? La risposta risale al 2013, quando una sentenza tolse ai figli di migranti haitiani la loro cittadinanza con effetto retroattivo fino al 1930. Ma, a seguito delle polemiche scoppiate per tale decisione, il governo locale l’anno scorso si è visto costretto a passare una legge che consente alle persone con genitori stranieri privi di documenti, la cui nascita non è mai stata registrata nella Repubblica Dominicana, di chiedere il permesso di soggiorno come stranieri e, dopo due anni, anche di essere naturalizzati.

Tuttavia, molti di questi haitiani non hanno voluto registrarsi come stranieri perché spiegano di essere dominicani dalla nascita e meritare quindi tutti i diritti che ne derivano, a differenza dei cittadini naturalizzati che, ad esempio, non possono puntare ad alte cariche. Ma oggi scade il termine per i migranti senza documenti di registrarsi secondo il piano di regolarizzazione. Mentre, il ministro dell’Interno, Ramon Fadul, ha negato che ci saranno operazioni di massa, quello degli Esteri, Andres Navarro, ha chiarito che "coloro che non hanno i documenti dovranno tornare nel loro Paese".

Da parte sua, il generale di divisione Ruben Dario Paulino, direttore per le migrazioni del Paese, ha riferito ai media locali che 2mila tra poliziotti e militari e 150 ispettori hanno ricevuto un addestramento speciale in vista delle ‘deportazioni’. Con il piano di regolarizzazione, comunque, anche coloro che non hanno la cittadinanza ma che possono dichiarare la loro identità e provare che sono arrivati prima dell’ottobre del 2011 – moltissimi in fuga dalle devastazioni del terremoto ad Haiti del 12 gennaio del 2010, costato la vita a oltre 220mila persone – possono avere la residenza. Ma per molti migranti haitiani – nati a Haiti, ma vissuti nella Repubblica dominicana senza documenti – ottenere il passaporto o la carta di identità dall’ambasciata del loro Paese è un processo lento e costoso.

In tanti non possono mostrare di essere nel Paese da più di cinque anni perché i datori di lavoro rifiutano di ammettere che sono stati assunti illegalmente. Fadul ha anche fatto sapere che 250mila persone hanno avviato la procedura di presentazione della domanda per la residenza, ma solo 10mila soddisfano i requisiti necessari. Finora, solo circa 300 persone hanno effettivamente ricevuto i permessi.